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Borsa, perché in Cina la festa è finita

Shanghaimarket
Dai massimi storici dello scorso ottobre la Borsa di Shanghai ha bruciato il 40 per cento. Cosa sta succedendo, quindi, al mercato azionario che fino a pochi mesi fa sembrava il nuovo Eldorado per grandi e piccoli risparmiatori e che nel 2007, nonostante un finale d’anno debole, ha raddoppiato il suo valore?

Shanghai. «La correzione in atto delle piazze di Shanghai e Shenzhen riflette l’alta volatilità di questi mercati per effetto del forte atteggiamento speculativo degli investitori locali – spiega Rossana Brambilla, esperta mercati asiatici di Sella Gestioni -. A questo si aggiungono le scadenze tecniche dell’ultimo periodo che hanno portato in Borsa un grande ammontare di partecipazioni statali creando un eccesso di offerta e una conseguente riduzione delle quotazioni».

Hong Kong. Discorso a parte, invece, merita la vicina Hong Kong (dove sono quotate le prime società cinesi), il vero punto di riferimento per i risparmiatori occidentali dato gli investitori stranieri che puntano sulla Cina operano prevalentemente in questa piazza, che presenta minori restrizioni rispetto ai listini domestici. In questo primo scorcio del 2008 l’indice Hang Seng ha lasciato sul terreno il 24% (l’1,16% nell’ultima seduta). Vendite che hanno in parte eroso il +36% raccolto nel 2007 e che sono rimbalzate sul valore dei 44 fondi comuni distribuiti in Italia che detengono in paniere aziende cinesi. Negli ultimi due mesi e mezzo questi strumenti hanno perso, in media, il 25,8% con punte oltre il 30 (dati in euro). Non hanno fatto eccezione i tre etf (exchange traded funds, fondi passivi che replicano l’andamento di un bouquet di titoli) quotati a Milano, arretrati nello stesso arco temporale del 31 per cento.

Previsioni. Che fare ora? «Nel breve periodo è preferibile restare cauti perché pesa l’incognita sulle dimensioni del rallentamento degli Usa a cui l’economia cinese è molto legata – afferma Brambilla -. Una volta superata questa incertezza potrebbe essere una buona scelta acquistare titoli quotati ad Hong Kong dove le società scontano multipli appetibili. Sulla lunga distanza, però, anche Shanghai potrebbe regalare altre soddisfazioni».

24 minutiRadiocor