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La riforma (incompiuta) delle rendite finanziarie

Taxstock
Con la caduta del Governo Prodi molte riforme in pista sono entrate nel "girone" delle norme incompiute. Fra queste, anche quella del livellamento delle aliquote sulle rendite finanziarie al 20 per cento.  Nel dettaglio, la riforma più volte caldeggiata da Prodi, avrebbe dovuto prevedere:

1) innalzamento dal 12,5% al 20% l’aliquota sulle rendite finanziarie. In questa categoria sono inclusi sia i redditi da capitale (gli interessi o corrispettivi, gli utili e i proventi derivati dall’impiego di un capitale (tipicamente, i dividendi azionari o le cedole di un titolo di Stato) che i "redditi diversi" (plusvalenze, o guadagni in conto capitale, in occasione della vendita di un’attività finanziaria).

2) riduzione dal 27 al 20% l’aliquota fiscale applicata sui depositi e conti correnti.

Ecco un confronto tra le aliquote finanziarie applicate oggi in Europa

Germania 31,65%
Svezia 30%
Finlandia 28%
Francia 27%
Austria 25%
Gran Bretagna 20%
Polonia 19%
Rep. Slovacca 19%
Spagna 18%
Belgio 15%
Rep. Ceca 15%
Italia 12,50%
Grecia 10%
Irlanda 0
Lussemburgo 0
fonte: Assocaaf
  • Vito Lops |

    Ciao Francesco,
    innanzitutto grazie per i tuoi commenti, sempre ricchi di spunti e preziosi.
    Nello specifico, è vero che la tabella traccia un confronto efficace delle aliquote applicate sulle rendite finanziarie nei vari Paesi europei. Ma questo lo sarebbe ancor di più, se il dato fosse ponderato includendo altre variabili, come le agevolazioni fiscali a cui fai riferimento. Al momento, però, non mi risulta che tale dato sia mai stato prodotto. Speriamo, pertanto, che qualche noto ufficio studi possa cogliere spunto da questo dibattito per mettersi al lavoro. Un impegno che risulterebbe oltremodo produttivo e potrebbe dare una mano al legislatore qualora intenda riprendere in mano la questione della fiscalità sulle rendite.
    un saluto
    vito

  • Francesco F. |

    Ciao Vito,secondo me la parificazione delle “rendite finanziarie” è una gigantesca rapina e rischia di fare piu’male che bene al paese ti spiego perche’:
    1)L’aumento della tassazione delle rendite colpisce solo e unicamente la classe medio bassa borghese italiana, OVVERO QUELLA FASCIA CHE COMPRENDE ALL’INCIRCA IL 60% DEGLI ITALIANI..
    Infatti:
    -Gli investitori esteri non pagano all’Italia nessun tipo di tassazione sulle rendite. Investono, guadagnano e scappano.
    -Le aziende italiane che investono sono comunque tassate alla loro aliquota marginale, quindi se anche aumentano la tassazione ai privati, a loro non interessa. Se poi, grazie alla tassazione delle rendite ai privati, il governo abbatte la tassazione alle imprese…beh allora l’imprenditore (e solo lui) ne avrà un guadagno netto. – In questo caso la legge sposterebbe i soldi dai poveri ai ricchi (un Robin Hood all’incontrario). Se poi le aziende sono in parte cospicua in mano allo stato (vedi ,Enel, Eni ecc), ecco che la maggior ricchezza delle aziende si tramuterà in maggior dividendi che entreranno nelle casse delle stato in un circolo che definire vizioso è poco.
    A difesa della parificazione della tassazione ci viene poi raccontato che tale tassa sulle rendite del capitale permetterà una migliore redistribuzione della ricchezza. Infatti verranno concessi sgravi fiscali e riduzioni di tasse,balle!!.
    2)La redistribuzione potrebbe andare a tagli del cuneo fiscale che andrebbero a beneficio dell’impresa e non del dipendente (che invece ha subito la maggiore tassazione).
    Infine, la tassazione andrà a colpire la maggior parte degli italiani (gli esclusi saranno i più ricchi e i nullatenenti).
    Sempre a difesa dell’aumento della tassazione, ci raccontano che così facendo si limita l’attività degli speculatori domestici, alias i furbetti del quartierino. Si colpirà i veri ricchi che pagheranno maggiori tasse. Finalmente i ricchi pagheranno…ci raccontano!
    Questa è un’ennesima barzelletta.
    Innanzitutto i veri ricchi hanno sistemi per ridurre ai minimi l’effetto dell’aumento della tassazione.
    Verrà favorito l’espatrio illegale di capitali in Svizzera e in altri paesi, dopo che tremonti ne aveva assicurato il rientro di una buona parte.
    Se quella fosse la vera volontà, basterebbe detassare le obbligazioni e le rendite finanziarie di piccoli capitali o che stanno investite nell’azionario per un certo numero di anni), e invece….Nulla di tutto ciò.
    3)La maggior parte dei grandi imprenditori italiani usa società estere dove si fermano i profitti godendo di tassazioni agevolate, da Della Valle (Dorint) a Montezemolo (con il suo fondo), giusto per non far nomi.
    Dulcis in Fundo,stuzzicato dalla tabella del tuo post,ti ricordo Vito che nella maggior parte dei paesi europei la tassazione sulle rendite è più alta che in Italia come si evince dalla tabella,ma esistono delle importanti agevolazioni a seconda dei paesi quali la detassazione degli interessi bancari fino ad una certa cifra, la detassazione dei profitti da investimenti azionari per capitali fino a un certo ammontare (i primi 100.000 euro per esempio) o la detassazione per aver detenuto per un certo numero di anni delle partecipazioni azionarie.
    In Italia invece di queste agevolazioni non se ne parla, anzi si vuole uccidere il capitale, come ai tempi del marxismo.
    E ancora…, Il governo è caduto ma se la legge l’approvavano,la nuova tassazione entrava in vigore a giugno dovei prezzi di borsa si troverebbero, a quel punto molto probabilmente sui minimi. Le eventuali minusvalenze accumulate fino a quel momento verrebbero conteggiate al 12,5%, i successivi aumenti dei prezzi delle azioni e il relativo capital gain al 20%. Sarebbe stata un’ingiustizia colossale, per giunta UNA INGIUSTIZIA PREMEDITATA. Infatti, se l’aumento della tassazione fosse entrato in vigore a gennaio 2008 le perdite sui mercati di questo primo mese e dei prossimi (infati siamo in piena recessione), sarebbero state conteggiate al 20%, spostando l’entrata in vigore dell’aumento ad un momento con il mercato più basso si viene a sfavorire ancora una volta il contribuente. Il tutto sembra essere stato studiato a tavolino da una mente diabolica, se poi i mercati tornassero a crescere velocemente l’impatto fiscale sarebbe ancor di più accentuato.
    Ultima conseguenza….l’impoverimento delle classi medio basse italiane e la disaffezione al risparmio azionario (grazie anche a una maggiore tassazione) porterà i nostri imprenditori e le nostre banche a cercare altrove capitale di rischio, con il risultato che i fondi sovrani cinesi, arabi e indiani acquisteranno pezzi della nostra economia a prezzi stracciati e continueranno a colonizzarci.
    Meno male che non è passata!!!!
    Ciao Francesco

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