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Fed vs Bce

Euro
Il taglio dei tassi operato ieri sera dalla Federal Reserve pone un problema in più per  la Banca centrale europea che da giugno lascia invariato il costo del denaro al 4 per cento. Perché?

Dal punto di vista macroeconomico la strategia adottata dall’istituto statunitense rischia di creare effetti a cascata in Europa e di influenzare le scelte future della Bce. Proviamo a riassumeri i punti principali.

1)         Il differenziale dei tassi Usa-Europa potrebbe spingere l’euro verso un ulteriore apprezzamento sul dollaro.

2)        E’ stimato, in generale, che un guadagno di circa il 5% dell’euro sulle altre valute (e quindi anche sul dollaro) è equiparabile a un rialzo dei tassi di poco inferiore ai 50 punti base. Il che, in sostanza, porta a ipotizzare che il taglio della Fed potrebbe tradursi, in termini effettivi, in un mini rialzo della Bce. Motivo per cui l’istituto di Francoforte potrebbe essere spinto, inflazione rampante a parte (+3,2% a gennaio 2008 su base annua), verso una prossima riduzione del costo del denaro.

3)        Va peraltro aggiunto che l’indebolimento del dollaro spinge all’insù il prezzo del petrolio (che è trattato in dollari). E questo crea ulteriore inflazione, il cui contenimento resta il principale obiettivo della Banca centrale europea. Motivo per cui la Banca centrale potrebbe essere indotta verso un rialzo del costo del denaro che, come visto, potrebbe essere compensato dal supereuro.

4)        Un supereuro per prolungati periodi, però, rallenta l’export e la crescita economica. Motivo per cui la Bce dovrebbe essere indotta a un taglio dei tassi.

Cosa farà quindi la Bce nei prossimi mesi?

Radiocor-24 minuti

  • Francesco F. |

    Usa: deficit bilancia commerciale dicembre cala oltre attese a 58,8 mld
    Cala oltre le previsioni degli analisti a dicembre il deficit della bilancia commerciale americana, che si attesta a 58,8 miliardi di dollari, contro i 63,1 mld rivisti di novembre e rispetto al disavanzo di 61,5 mld previsto dagli analisti.
    Le esportazioni di beni e servizi ad ottobre sono salite a 144,3 mld usd da 142,1 mld, mentre le importazioni hanno visto un decremento a 203,1 mld da 205,3mld.
    Lo spettacolo continua
    Ciao Francesco

  • Francesco F. |

    Vito lo spettacolo inizia,petrolio calante ,dollaro sempre debole ,export usa con le ali ai piedi e deficit esteri risanati e inflazione in via di attenuazione
    Lievitano le scorte settimanali di greggio in Usa, insieme a quelle di benzine e didistillati. Secondo l’EIA, divisione del Dipartimento dell’Energia americano, le scorte di petrolio nella settimana al 1° febbraio 2008, sono balzate di 7 milioni di barili a 300 mln dai 293 mln precedenti, superando le attese che indicavano un aumento di 1,9 mln.
    In aumento anche le scorte di benzine, che salgono di 3,6 mln a 227,5 mbg, oltre le stime di +1,7 mln, e quelle di distillati che segnano un incremento di 0,1 mln a 127,1 mbg, a fronte di stima per un calo di 1,9 mln.
    Che la forza del Dow jones industrial sia con noi!!
    Ciao Francesco

  • Vito Lops |

    Lo scenario che dipingi è decisamente “movimentato”. Dal punto di visto macroeconomico stimolante e ricco di spunti .
    Se sarà così ti anticipo i complimenti anche perché “verba volant, post manent”..

  • Francesco F. |

    Ciao Vito la tua analisi è puntuale,permettimi di aggiungere qualche elemento.La Bce tagliera’ i tassi fino a 3.25% ma questo lo iniziera’ a fare da aprile poiche’ aspettera’ come la varicella che sfoghi per bene l’inflazione nel primo trimestre e poi con il prezzo del petrolio che scendera’in prima battuta a 65 70 dollari e poi tendere a 40 45 dollari per fine 2008 all’inizio 2009(ti ricordi il mio post sul legame dollaro petrolio di qualche tempo fa’)la BCE non avra’ piu’ scuse per non tagliare i tassi ,comunque c’e’ molta carne a cuocere che meriterebbe uno studio piu’ approfondito….
    Tieniti Forte e allaccia le cinture ci sara’ da divertirsi!!!!!!
    Ciao a presto Francesco

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