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Tasso mutui, quei consigli allo sportello

Non sempre gli intermediari del credito danno ai clienti consigli finanziariamente adeguati. Posto che la scelta del tasso del mutuo (tra fisso e variabile) è del tutto personale e che, in ogni caso, non ne esiste a priori una sbagliata o corretta , vi sono comunque degli accorgicimenti tecnici e statistici che potrebbero aiutare un potenziale mutuatario a sottoscrivere la soluzione ideale.

Accorgimenti talvolta ignorati dagli operatori finanziari. Basta considerare quello che è successo  negli ultimi due anni (da dicembre 2005), quando l’asticella dei tassi è stata ritoccata al rialzo per otto volte consecutive.

Alla luce del mutato quadro (i tassi di riferimento sono balzati dal 2 al 4%) la maggior parte dei consigli delle banche propende oggi verso il tasso fisso che in questa fase, nella migliore delle ipotesi si attesta al 5,5% contro un variabile al 4,9 per cento. Un livello, quello del variabile, non lontano dal suo picco storico da quando è in vigore l’euro. Motivo per cui, statistica

Taxloans
mente, resta difficile ipotizzarne un aumento tale da superare di molto l’attuale soglia del tasso fisso. Pare, invece, più probabile ipotizzarne una discesa (al netto di altri choc macroeconomici).  Che si tradurrebbe in un vantaggio per i debitori.

Due anni fa, invece, il consiglio prevalente dello sportello bancario cadeva sul variabile che costava (sempre nella migliore delle ipotesi) meno del fisso (3% contro il 4,2%) ma che, alla luce della statistica e delle previsioni di politica monetaria, aveva molte probabilità di salire e superare il fisso di allora. Come è successo, a discapito dei clienti.

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