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Spettro recessione, banche centrali in soccorso

Bernankeliquidity
Preoccupano alcune novità sul fronte macro:

1) Le probabilità che l’economia americana vada in recessione sono più alte del 50 per cento.  Questa l’opinione dell’economista dell’università di Harvard, Martin Feldstein, alla luce del deciso aumento della disoccupazione negli Usa (dal 4,7% di novembre al 5% di dicembre), ai massimi da quattro anni;

2) in conseguenza la Fed potrebbe tornare a tagliare i tassi di interesse (attualmente al 4,25%). Una misura che, però, indebolirebbe ulteriormente il dollaro alimentando ulteriormente la corsa del petrolio (e dell’inflazione);

3) le incognite legate alla crisi del credito non verranno sciolte del tutto prima dei prossimi due trimestri. Economisti e gestori si aspettano, pertanto, nuovi mesi di turbolenza sui mercati azionari che, non a caso, marciano in rosso da inizio anno.

Per provare ad arginare questo mix di fattori negativi, le più importanti banche centrali del pianeta si preparano a un nuovo maxi intervento a favore del sistema creditizio con l’immissione di altri 60 miliardi di dollari (in due tranche) a gennaio, dopo un intervento di pari portata messo a segno a dicembre.

In particolare, venerdì scorso la Fed ha annunciato che sia l’operazione programmata del 14 gennaio sia quella del 28 gennaio saranno dell’ammontare di 30 miliardi di dollari e che i dettagli delle aste verranno annunciati rispettivamente l’11 e il 25 gennaio.

Quale potrebbe essere l’impatto di queste operazioni sul mercato interbancario? A giudicare dal riscontro di dicembre, queste operazioni non dovrebbero risultare vane. Nel mese scorso, infatti, l’intervento congiunto delle banche centrali è stato efficace a tal punto che il tasso sul contratto Euribor a un mese – che era continuato a salire fino a toccare un massimo di oltre sette anni al fix del 12 dicembre a 4,947% – è progressivamente sceso fino al fix di oggi a 4,205 per cento. Analogamente il contratto a tre mesi – che ha toccato un picco il 12 dicembre a 4,953% – è stato fissato oggi a 4,616 per cento.

Questo significa che le rate, per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, stanno rientrando lentamente alla normalità, dopo l’impennata schizofrenica dei tassi a dicembre. Nell’ipotesi di un mutuo ventennale di 100mila euro, il ribasso dell’Euribor nell’ultimo mese comporterà una riduzione delle prossime rate intorno ai 40 euro. (Radiocor-24 minuti)

  • Francesco F. |

    Bella la vignetta di Ben Bernanke!!!!vale piu’ di tanti commenti ,spero solo che all’elicottero non finisce il carburante della fiducia, se no, sono cavoli amari per tutti!!!!
    Ciao Francesco

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