Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Dopo il petrolio, la sabbia

Sabbiapetrolio
Il petrolio ha toccato questa mattina il nuovo record a quota 92,22 dollari al barile. Le tensioni Turchia-Iraq e Usa-Iran stanno facendo balzare il prezzo del greggio che sembra direzionato verso la soglia dei 100 dollari, più volte preconizzata dagli analisti negli ultimi due anni.

Il petrolio è senza dubbio la materia prima che fa girare il mondo. Ma se dovesse finire (ci sono dubbi sulla veridicità delle riserve dichiarate dai paesi produttori) cosa succederebbe? Da tempo si parla di energie alternative. Francesco Frimale, un lettore di questo blog, ricorda che dal 2004, sul tavolo delle ricerche di Deutsche Bank, si parla dell’utilizzo della sabbia come combustibile.  Gli studi evidenziano che "esiste la possibilità di sintetizzare un carburante dalla comune sabbia facendo reagire il silicio e l’azoto a bassa temperatura aggiungendo alla miscela ossido di rame".

Ecco l’articolo scritto dal lettore:

Deutsche Bank oltre il petrolio,per il futuro un pieno di sabbia

L’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera è una delle emergenze ambientali più pressanti del nostro pianeta,stretto da consumi  energetici in  ascesa e con  riserve di idrocarburi che si avviano a un inesorabile declino, pensare a un’immediata riduzione nell’uso di combustibili fossili,principali responsabili dell’aumento di CO2 e la loro sostituzione con fonti alternative di energia a basso costo,e non ultimo, che le materie prime siano abbondanti in natura,è però impossibile con le attuali tecnologie, idrogeno in primis e biocarburanti . IL chimico tedesco Norbert Auner, professore di chimica inorganica dell’Università di Francoforte , ha scritto questo interessante paper in collaborazione con  l’ufficio studi di Deutsche Bank sostenendo che esiste la possibilità di sintetizzare un carburante a partire dalla comune sabbia facendo  reagire il silicio e l’azoto a bassa temperatura aggiungendo alla miscela  ossido di rame . Il risultato della combustione è sabbia e nitruro di silicio, utile per la preparazione di ammoniaca , il cui processo produttivo è, ad oggi , molto costoso e in tal modo verrebbe semplificato Come avviene in pratica la reazione che produce il combustibile sintetico ? Il biossido di silicio si riscalda a circa 2000 °C insieme a carbone per circa 2 ore ; si ottiene il silicio "sporco" anche se ha un grado di purezza del 95% ( sporco rispetto alla purezza del 99% necessaria per i chip ). A questo punto si vuole far reagire il silicio così formatosi con l’azoto a circa 300 °C in presenza di ossido di rame ( e non a 1400 °C) ; come prodotto secondario della reazione si ottiene il tetrametilsilano oppure, con un processo di sintesi , olio di silano. Quest’ultimo è un liquido che può bruciare e fornire la stessa energia della benzina : il risultato della combustione è nitruro di silicio (non anidride carbonica) che può essere utilizzato per produrre ceramica ad alta resistenza , oppure ammoniaca e concimi.. Per sfruttare la reazione del silicio è necessario costruire motori in ceramica ( la cui materia prima è il silicio ) poiche’i motori attuali sarebbero ostruiti dalla sabbia generata dalla combustione . In un futuro non molto lontano potremmo affrancate le nostre economie dalla dipendenza del petrolio con indubbi vantaggi ambientali ma soprattutto senza scontentare i membri dell’Opec che dall’Arabia Saudita all’Angola sono ricchissimi di preziosissima sabbia.

(Franscesco Frimale)

  • Vito Lops |

    Mi auguro che il professor Auner legga il suo post in modo tale da aprire un dibattito costruttivo sul tema.

  • Marco Pagani |

    Leggo solo oggi di questa ipotesi di “ottenere energia dalla sabbia”.
    L’articolo del prof. Auner
    (http://www.dbresearch.com/PROD/DBR_INTERNET_EN-PROD/PROD0000000000079095.pdf)
    che stranamente è pubblicato in una newsletter della Deutscthe Bank) propone di ridurre la SiO2 per ottenere Si. Costo energetico (indicato da lui): 12 kWh/kg, ovvero, 43,2 MJ/kg, con emissione di 4,3 kg di CO2 (sempre che non si usino combustibili fossili).
    Il silicio verrebbe nuovamente ossidato con un output termico di 32 MJ/kg.
    Si spende 42,3, si ottiene 32. Dov’è il guadagno? Auner usa unità di misura diverse (KWh/t, KWh/kg, KJ/mole) così che la netta perdita energetica non è evidente, ma non è così difficile fare due equivalenze…
    Dov’è l’utilità di questo “mutuperio”? Se si vuole produrre energia elettrica occorre inoltre tenere presente i bassi rendimenti della produzione termoelettrica.
    Usare Si per produrre Si3N4 oppure idrogeno, non sposta di una virgola il problema. Non possiamo ottenere da questo processo più energia di quella che gli abbiamo messo all’inizio!
    E’ incredibile come a proposito dell’energia continuino a circolare queste bufale. La bufala in questo caso è doppia. Da un lato Si non sembra un così buon vettore energetico come Auner vuole fare credere, dall’altra sicuramente non è una fonte di energia!

  • ELMANCO / Stefano Ricci |

    Questa sarebbe bella…

  Post Precedente
Post Successivo