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Agenzia di rating “a giudizio”

Sono accusate di essere poco reattive. Di lanciare in ritardo l’allarme sull’andamento di società in difficoltà finanziarie. L’ultimo attacco degli ambienti finanziari e delle istituzioni (Unione europea inclusa) alle agenzie di rating è recente e si riallaccia alla crisi dei prodotti derivati sui mutui subprime. Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch, le prime tre agenzie di rating al mondo con una quota di mercato superiore al 90%, hanno alzato la soglia d’attenzione con rating spazzatura (quelli sotto il codice alfanumerico a tripla B per intenderci) solo a marzo quando, a detta degli esperti, le avvisaglie della burrasca erano chiare già lo scorso inverno.

Del resto, non è la prima volta che queste società, il cui compito è misurare il grado di solvibilità di un debitore, vengono criticate dagli ambienti finanziari. Così, infatti, è stato nel 2001 per il crac della statunitense Enron (il rating fu tagliato tre giorni prima che la società dichiarasse bancarotta) oppure, come ricordano oltre 50mila risparmiatori italiani, nel 2003 quando non sono stati onorati i pagamenti delle obbligazioni Parmalat che, invece, godevano di un rating pubblico non allarmante (BBB-, società non speculativa) emesso da Standard & Poor’s.

Sarà forse anche per questo motivo che negli ultimi quattro mesi queste società hanno perso un quarto del valore di Borsa. Per chi è interessato ad approfondire il tema ecco un articolo su 24 minuti.

  • Salvy |

    Facendo alcuni approfondimenti sul rating, e su come si sono comportate le più famose agenzie in relazione ai più famosi crack finanziari (Enron, Parmalat..) sono finito su questo articolo.
    Complimenti, lo trovo esauriente!
    Salvy

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