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Italia-subprime, allarme dagli operatori

Ieri Greenspan, ex governatore della Federal Reserve, ha affermato che la crisi finanziaria legata ai mutui subprime sta per terminare. Le Borse hanno ripreso fiducia. Il Dow Jones ha toccato il nuovo massimo storico oltre la soglia dei 14mila punti. Anche Piazza Affari ha invertito la rotta (con un rialzo di oltre un punto), confermato dalla discreta progressione di questa mattina (+0,4%).

Dal punto di vista reale, le cose stanno realmente così?

In risposta segnalo, confidando di aprire un dibattito costruttivo sul tema con gli addetti ai lavori e non, il commento di un lettore al post "I mutui subprime fanno meno paura adesso".

Francesco, un operatore del settore, avverte:  Il problema e’ che date le cifre in ballo (si parla di trilioni di dollari) la situazione potrebbe essere piu grave di quel che sembra. Lavoro nel settore immobiliare e vi assicuro che anche in italia siamo al ribasso nonostante i giornali dicano il contrario. Quello che vedo nel mio lavoro giorno dopo giorno e’ che le persone in media non hanno più soldi. Le banche iniziano a chiedere garanzie sempre maggiori e di conseguenza, anche qui da noi, l’accesso al credito e’ gia stato fortemente ridotto.
In quanto a proprietari che non riescono più a pagare il mutuo, siano essi subprime o meno, anche qui vi assicuro che sta diventando un problema piu serio di quello che si legge in giro
.

  • Vito Lops |

    Apprezzo le vostre posizioni, sconsolate ma allo stesso tempo piacevolmente costruttive.
    L’obiettivo degli addetti ai lavori è quello di lavorare sulla trasparenza che, con il divario di conoscenzaz tra offerta e domanda è un problema endemico della finanza personale. Da un lato i risparmiatori sono chiamati a collocare i loro soldi in qualche strumento di investimento, dall’altro chi dà loro consigli opera in palese conflitto di interessi. Auguriamoci che i consulenti indipendenti, in arrivo in Italia grazie all’attuazione della direttiva Mifid, pongano fine a questo problema strutturale.

  • Francesco F. |

    Vito,non te ne accorgi dell’impoverimento dei percettori di reddito fisso semplicemete perche’ si VERGOGNANO e la vergogna è un elemento fondamentale in un’economia basata ormai su un’eccesso di consumi a scapito del risparmio e degli investimenti,poi tornero’ su un argomento che mi sta’ molto a cuore che è il risparmio,ma prima rispondo a massimiliano.
    Caro Massimiliano,non devi essere sfiduciato,vedi il peggio ma guarda il meglio.Vivo in un media citta’ del sud, mio padre è un cassiere di banca e mia madre è una casalinga,a casa siamo in quattro e fino a quando c’era la lira vivevamo discretamente,poi è arrivato l’euro e il nostro potere d’acquisto, nel giro di pochi mesi è stato falcidiato da tutte le categorie ,commercianti ,professionisti che possono controllare i propri prezzi (nel 2002 petrolio, grano ecc costavano meno della meta’ di adesso ma questo non ha impedito al prezzo del pane di schizzare da 1800 lire a 1.50 euro 80% in piu’in un’attimo)e mio padre si ritrovo’ a chiedere un prestito e un fido( a condizioni buone perche’ dipendente ma pur sempre un debito e ti assicuro che per chi vede per lavoro gente che” squazza”nei debiti e volte ci affoga non è stato facile ) per andare sotto alla fine del mese,e per mantenere inalterato il nostro modesto ma dignitoso tenore di vita.Questo anche per me è stato un colpo,e mi sono trovato davanti a un bivio o fare finta di niente,mettendo la testa sotto la sabbia entrando nel circolo vizioso debiti-consumi-debito.crack.,oppure traendone profitto dalla situazione dato che come mi hanno insegnato agli scout anche nella situazione piu’ brutta c’ e’ almeno un 5% di positivo e 5% di divertente,è ho iniziato a studiare,poiche’ come diceva Einstein per quanto misera possa essere la tua conoscenza sulla realta’ che ci circonda è il bene piu’ prezioso che hai.
    La prima cosa che mi è saltata agli occhi è l’enorme sostamento di ricchezza dal lavoro fisso al lavoro autonomo(ci sono le statistiche di bankitalia ,l’andamento del gettito iva,indagini istat su poverta’ diseguaglianza divari territoriali ,inchieste giornalistiche ecc.. e altri indicatori un’ po’ strampalati che ho utilizzato nella mia citta’ come il monnezza index in un quartiere residenziale e uno piu’ modesto entrambi con una presenza marginale di locali commerciali misurando su un campione di cassonetti i giorni di “piena” e quelli di “magra”(ti lascio immaginare chi ha vinto la gara) e quante macchine da i 50000euro in su’ affollano i garage a pagamento del centro,ma veniamo al dunque tutta questa ricchezza che fine ha fatto ?
    Queste locuste(quelle vere ,altro che hedge fund e private equity) cosa ne hanno fatto di questo” tesoretto”?l’hanno traferito alle cayman?non ci arrivano, troppo complicato.Li hanno investiti in borsa?il ladro si sente rubato,lo scoppio della bolla di fine millennio e gli scandali cirio e parmalat li hanno allontanati definitivamente con la mente e con il cuore da piazza affari.Ma allora cosa hanno fatto? Semplice, hanno gonfiato i loro libretti “neri” e c/c remunerati con noccioline tostate,a tutto vantaggio delle banche che poi quei soldi li hanno prestati a tassi ben piu’ alti a tutti quelli che chiedevano prestiti per tentare di mantenere inalterato il loro modo di vivere e inseguire il sogno della casa di proprieta’.Gia’ la casa il sogno di ogni italiano ,anche per le locuste (niente di piu’ solido di un’investimento nel mattone) che hanno acquistato in questi anni IN CONTANTI soprattutto le transazioni oltre i 500000 euro mandando alle stelle il mercato immobiliare in italia .
    In tutto questo sai che ho fatto?ho preso tutti i miei risparmi (vedi è importante risparmiare fin da bambini)e ho iniziato a investire nelle banche comprando azioni che sono i piccoli mattoncini di cui sn fatte e a 18 anni ho fatto indebitare i miei non per comprarmi la macchina come tutti i miei coetani (eresia!!!tutti contro di me all’inizio)e ho iniziato a investire massicciamente allargandomi anche ad altri settori studiando e informandomi il piu’ possibile prima di investire avendo grosse soddisfazioni,anche se ultimamente specie in italia avverto da tutte le parti sinistri scricchiolii!!
    Un ultima cosa che mi sembra che traspare dal tuo post ,non devi aver paura dei mercati finanziari!oggi sono i subprime cent’anni fa era il rame, come c’ha spiegato Vito,è nella loro natura.Pero’ ricordati che essi piu’si sviluppano piu’ alimentano la concorrenza equiparano i punti di partenza e impongono maggior trasparenza,e con un po’ di buon senso e con i piedi per terra puoi trarne vantaggio.Quelli che devono aver paura sono quei pseudo capitalisti specie in italia che hanno paura della concorrenza ,che mina il predominio delle loro imprese, lobby e corporazioni strozzando la crescita del nostro paese .
    Spero di non avervi annoiato
    Un caro saluto a Massimiliano e Vito

  • Massimiliano |

    Ciao Vito,
    Esordisco con una affermazione “dura” al fine di farti conprendere il mio stato d’animo in questo momento e spero che mi perdonerai:
    STIAMO IMPAZZENDO?
    Perchè?
    Risulta ovvio, dal mio punto di vista, essere completamente daccordo con Francesco, poichè il fenomeno è (sottolineo “è”) più grande di quello che si dice in giro.
    Anch’io faccio una premessa poichè, purtroppo, quando si dibatte su alcuni argomenti risulta essere difficilmente sintetici.
    Sono laureato in economia e commercio e lavoro come impiegato in una grande azienda italiana. Sono uno stipendiato a reddito fisso.
    Il discorso di Francesco “non fa una piega” e non è necessario essere degli studiosi particolarmente puntigliosi nell’analizzare le singole cifre per ottenere il risultato che vogliamo.
    Sono un pessimista ma purtroppo è così.
    Parliamo dei fatti.
    Da quanto tempo la FED non si riuniva in seduta straordinaria per tagliare i tassi di interesse?
    Il fenomeno è molto più grande di quanto sembra, un percettore di reddito variabile è riuscito (non tutti i percettori nauralmente ma molti di essi) ad incorporare la variazione dei prezzi nel suo reddito oltre ad un lauto margine che ha portato ad un incremento nella sua situazione economica.
    Questo è il risultato (si può analizzare anche dalle statistiche storico congiunturali) degli aumenti inflattivi nazionali.
    Solo che in un qualunque momento storico il fenomeno si sarebbe ripercosso sull’indice nazionale (ISTAT per l’Italia) provocando un successivo movimento di adeguamento dei redditi nazionali.
    L’introduzione dell’Euro ha generato il fenomeno collaterale che io chiamo CECITA’ INFLATTIVA poichè l’impossibilità di gestire i singoli paesi europei in maniera differenziata ha obbligato i singoli governi a fare “finta di niente”.
    Incorporando nel paniere i prodotti a bassa incidenza di manodopera come i prodotti tecnologici in percentali volutamente sbagliate si riesce a fingere che le cose vadano meglio di quanto si veda.
    Purtroppo i stipendiati e i pensionati si accorgono della differenza di prezzo sui prodotti di primaria necessità nonchè sui biglietti dei mezzi pubblici, assicurazioni ecc..
    Tutte tariffe che gravano maggiormente sul sui redditi fissi.
    Da molte testate giornalistiche i 30enni di oggi sono stati identificati con un appellativo: “generazione mille euro” perchè sono coloro che si introduco nel mercato del lavoro di oggi e sono tutti pagati allo stesso modo.
    1000 euro!
    Si possono appellare? Impossibile perchè in realtà il lavoro non c’è (in Italia quantomeno) e tutti i giovani sono costretti ad adeguarsi oltre alle scandalose situazioni di precariato ecc.. su cui non mi tratterrò!
    Un giovane che percepisce tale stipendio cosa avrà potuto pagare nell’arco del mese?
    I beni di prima necessità, l’affitto, le bollette e poco altro.
    Bastano pochi calcoli per ottenere questo risultato.
    Quanto incideranno quindi i beni tecnologici sul bilancio di questi soggetti?
    Pochissimo perchè se ne possono permettere molto pochi.
    Vogliamo oltretutto considerare la variazione dei prezzi delle case negli ultimi 5 anni?
    L’adeguamento si è livellato incrementando i singoli affitti.
    Quante sono state le persone che sino all’anno scorso hanno preferito sobbarcarsi il mutuo ad un tasso accettabile pur di non buttare i soldi in affitti?
    Solo che ora che i tassi sono cresciuti una famiglia dei 1000 euro spende uno stipendio solo per la rata del mutuo.
    Prestiti per l’acquisto degli appartamenti che durano anche 30 o 40 anni.
    Per essere competitive molte aziende manufatturiere hanno trasferito la loro sede produttiva in paesi dell’est per abbattere la pressione del costo del lavoro provocando disoccupazione che si è abbattuta sul precariato e di conseguenza sullo stipendio.
    Morale i dipendenti di un tempo disoccupati si sono reintrodotti sul mercato in precariato e sottopagati.
    Il risultato sono maggiori spese e minori stipendi.
    La middle class sta per sparire non si è solo assottigliata.
    Ma rimaniamo sui mutui subprime..
    In America hanno raggiunto il 25% dei mutui totali (fonte sole 24ore) non si possono ignorare e la necessità di tenere basso il tasso di interesse è vitale per impedire il collasso.
    Solo che ora le cose sono peggiorate.. la banca centrale non può superare il livello attuale di interesse anche sotto forti spinte inflazionistiche.
    I governo Americano provvede al monitoraggio e prova ad contenere il fenomeno ache se con molte difficoltà.
    Per compensare, le banche centrali, in modo quasi concertato, stanno immettendo moltissima liquidità sul mercato mezzo p/t a 1 o 2 giorni riducendo le riserve (al momento non sono queste ultime a preoccuparci).
    Per evitare il rischio di default le società immobiliari hanno cartolarizzato in obbligazioni il loro rischio e rivenduto alle banche.
    Queste lo hanno prontamente “rifilato” alla clientela o direttamente o mezzo fondi comuni.
    Io mi indebito.. passo il titolo ad alto rischio che non vale nulla ma che il gestore afferma essere ad alta crescita a mio cognato poi io fallisco e mio cognato paga i miei debiti!
    Se tutti i cognati del mondo fossero i ricchi allora si genererebbe un riequilibrio ma sono proprio i ricchi che sono diventati tali grazie a questo gioco..
    Loro non si fanno gabbare e passano la mano a coloro che non hanno esperienza quindi i risparmiatori.
    Così questi non avranno più un reddito ne tantomeno dei risparmi.
    Ma la cosa non interessa a nessuno perchè se interesserebbe non staremo scrivendo su di un forum.
    Anzi.. interessa il contrario.. se io affermo: “guardate gli inserti di un qualunque giornale economico italiano nella parte riguardante le obbligazioni”, vi renderete conto che alcune di queste sono ad alto interesse ma di dubbia provenienza oltre ad avere un rating tipo BBB (dalle mie parti si chiamano anche SPAZZATURA).
    Cosa succederebbe se tale affermazione venisse pubblicata sul giornale?
    Ci sarebbe una corsa alle vendite sia dei titoli che dei fondi che ne hanno fatto incetta per alzare i loro magri rendimenti.
    Risultato: COLLASSO ECONOMICO
    Specie di alcuni..
    Queste società si devono riprendere!
    I risparmiatori devono essere fiduciosi e comprare facendo alzare i capitali in circolazione..
    Alcune alla fine della fiera sopravviveranno..
    Altre falliranno portandosi dietro i soldi di “UNA VITA” di molti poveretti..
    Il tutto sarà nascosto nelle aule di tribunali senza difensori poichè non ci saranno colpevoli!
    Io sono stanco…
    Forse lo è anche colui che ha letto questo post sino in fondo..
    Semmai sarai autorizzato a pubblicarlo….
    Auguro a tutti che il mio pensiero risulti essere un madornale errore.
    Nel frattempo porgo i miei saluti.
    Massimiliano (uno sfiduciato)

  • Vito Lops |

    Ciao Francesco,
    complimenti per il post. Ben vengano di così articolati e ricchi di spunti.
    Segnalo solo che non sono completamente d’accordo sull’ultima parte. A mio avviso è un po’ troppo “bianco-nero”. Siamo così sicuri che i percettori di reddito fisso in Italia (parliamo di oltre 18 milioni di persone) siano totalmente in balia sul fronte inflativo dei “redditi variabili”? Siamo così sicuri che la middle class si stia assottigliando?

  • Francesco F. |

    Ciao Vito sono Francesco del post dell’altra volta,studio economia e commercio e spero di dare una mano alla discussione,circostanziando i veri problemi indagando sulle cause e proponendo soluzioni pragmatiche .
    Come vedi l’agente immobiliare fotografa in pieno la drammatica situazione e ribadisco che come nel post dell’altra volta l’italia è un mutuo subprime e non prendermi per allarmista.I problemi emergono grazie all ‘introduzione dell’euro che ha rapidamente portato al pettine tutti i nodi di un paese che ha smesso di essere competitivo dagli anni 80.
    Inizio con una premessa,riflettiamoci insieme
    Il 5 settembre 2006 a jackson hole ,una ridente localita’ sciistica del wyoming ,dinanzi al gotha della finanza usa il presidente della FED Ben Bernake dichiaro: “In questi anni la Cina vendendoci i suoi prodotti ci ha anche esportato “dis-inflazione”. Offrendo bassi prezzi ai consumatori europei e americani, Pechino ha agevolato il mestiere delle nostre banche centrali: lo “sconto cinese” su computer, telefonini, abiti e scarpe ha tenuto bassa la nostra inflazione ben più di quanto avrebbero potuto fare le autorità monetarie manovrando i tassi d’interesse. In tutta l’Europa, per esempio, dal 1996 al 2005 l’inflazione importata è stata inferiore del 2% all’anno di quel che sarebbe stata senza il “made in China”.
    La seconda caratteristica singolare di questa globalizzazione è che da anni la Cina finanzia generosamente gli Stati Uniti perché investe in Buoni del Tesoro Usa i suoi immensi attivi commerciali. Anche qui non ci sono precedenti storici. In quel primo esperimento di globalizzazione che ebbe luogo nell’Ottocento quando l’Impero britannico era la superpotenza industriale e militare del momento, fu Londra a finanziare i paesi emergenti, non il contrario. Oggi la banca centrale cinese ha le più ricche riserve valutarie del mondo, mille miliardi di dollari, ed investendole negli Stati Uniti ha tenuto a galla finora la crescita americana”.
    Il ragionamento di Ben non fa una grinza ,pero’ come ci insegnano gli americani ,in economia “non c’e’ mai un pasto gratis”.Questa valanga di importazioni a buon mercato “alleggerisce” il paniere con cui l’ISTAT o l’EUROSTAT misurano l’inflazione. Così si nasconde un fenomeno che sta accadendo in tutti i paesi occidentali, ma che è particolarmente visibile in Italia, che e’ l’aumento di tutti i prezzi dei prodotti e servizi sui quali la concorrenza asiatica non si esercita. La somma algebrica di tali aumenti e dei crolli dei prezzi di prodotti manufatti importanti permette di registrare tassi di inflazione tra lo zero e il tre per cento(l’inflazione è attualmente intorno al 2% nella Ue), incomprensibilmente bassi per quelli che devono subire sulla propria pelle gli aumenti assai più corposi dei prezzi dei beni e servizi al riparo della concorrenza estera, taluni dei quali sono divenuti addirittura selvaggi dopo l’avvento dell’Euro.
    Il problema è reso più grave dal fatto che coloro che producono merci commerciate internazionalmente devono avere salari abbastanza bassi da rendere tali merci competitive,( l’industria tedesca si è ristrutturata proprio grazie alla moderazione salariale.
    in Germania tra il 2002 e il 2006 i costi unitari del lavoro sono diminuiti in media dello 0,2% contro la media eurozona dell’1,7 , a fronte di un incremento di produttività per occupato dell’1,6% contro una media eurozona di 0,7%), e questi sono rapidamente divenuti salari da fame,soprattutto in italia, dopo i rialzi pazzeschi dei beni e servizi al riparo dalla concorrenza, che essi non producono ma che devono comprare per forza. Questo vuol dire che siamo davanti ad una sconvolgimento del sistema dei prezzi.
    Ma ci sono altre categorie che soffrono allo stesso modo degli operai (e in generale dei dipendenti, impiegati e quadri compresi) dell’industria. Sono le categorie dei lavoratori a reddito fisso del settore pubblico, e ad essi si aggiungono i pensionati sia privati che pubblici. Non controllano, come diciamo in economia, i propri prezzi e galleggiano con un sempre maggior ricorso all’indebitamento(diventato sempre piu’ costoso e’ qui che casca l’asino!!),sperando di mantenere inalterato il loro tenore di vita. Sono dunque in situazione ben più debole di quella nella quale si trovano coloro che i propri prezzi li controllano, almeno nel breve periodo, e che sono stati i responsabili degli aumenti che tanto hanno impoverito i lavoratori dipendenti. Tuttavia,in Europa la domanda dei vincitori della battaglia dei prezzi non ce la fa a sostituire quella dei vinti. La domanda aggregata decade dunque, nonostante il vertiginoso aumento delle vendite di auto costose, nel fatturato dei ristoranti di lusso, nei prezzi in ascesa degli immobili. E il decadere della domanda aggregata provoca l’aumento ulteriore dei prezzi dei beni e servizi protetti, perché i costi fissi devono essere coperti su quantità vendute inferiori.
    Basterà l’aumento dei redditi di coloro che controllano i propri prezzi a sostituire la domanda di beni e servizi da parte di coloro che i propri prezzi non li controllano, cioè dei salariati e degli impiegati, privati e pubblici, e dei pensionati? Se si, la rivoluzione nei prezzi dà luogo(come sta avvenendo negli USA ma anche da noi) a una massiccia redistribuzione dei redditi e delle ricchezze, sufficiente a far crescere, malgrado l’impoverimento severo di milioni e milioni di persone e l’assottigliamento della mitica “middle class”, il reddito nazionale,il pil ,il dow jones a tassi elevati.In italia almeno per ora non stiamo in questa situazione e la nostra borsa lo testimonia.
    La maggioranza della popolazione in italia inizia a” sopravvivere “(ti consiglio di fare un giorno di volontariato al deposito del banco alimentare di caserta e’ davvero un buon corso di microeconomia) in condizioni precarie diventando sempre piu’instabile, e soprattutto ostile alla globalizzazione e alla liberalizzazione dei mercati ,sensibile alle sirene populistiche e protezionistiche di quelle presunte elitè corrotte e illiberali,che hanno solo da perdere dall’apertura dei mercati, rappresentando in prospettiva una minaccia al sistema italia molto piu’ di un credit crunch .
    Vito spero di essere stato utile a presto

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