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Mutui ninja, due anni di crisi

Una volta chiare le cause, investitori e risparmiatori sono in cerca di quantificare gli effetti della crisi dei mutui subprime (quanti miliardi andranno persi e per quanto durerà la bufera).

A questo proposito segnalo l’intervista al segretario del Tesoro americano, Henry Paulson, pubblicata oggi a pagina 21 de La Stampa. L’argomento è la crisi di liquidità innescata dai mutui ninja, quelli rivolti alla categoria dei “No Income, No Job or Assets” (in italiano: uno che non ha un lavoro, né un reddito né un patrimonio").

Paulson spiega: "Le difficoltà attuali non sono state causate da problemi dell’economia reale, ma dall’eccesso di prestiti indisciplinati, che sono stati resi possibili proprio dalla grande liquidità e dalla forza dell’economia. Adesso ci vorrà un po’ per uscire dalla crisi. Più tempo in certi mercati che in altri. In alcuni mercati del credito stiamo già assistendo a un miglioramento. Invece richiederà più tempo il mercato dei mutui "subprime", che continuerà a languire per 18 o 24 mesi".

Si tratta di una stima importante. Adesso restiamo in attesa di altri numeri e previsioni (le banche stanno comunicando le ripettive esposizioni via via con le trimestrali). Invito pertanto i lettori/risparmiatori di questo blog a segnalare spunti e articoli in modo tale da tracciare un quadro chiaro e completo della crisi.

  • Francesco F. |

    Grazie per avermi risposto e complimenti per il suo blog .

  • Vito Lops |

    Condivido per larghi tratti il suo discorso. Anche se in alcuni passaggi (Il VERO MUTUO SUBPRIME E’ L’ITALIA con il 40%di famiglie che ha difficolta’ a pagare le rate) mi sembra eccessivamente allarmante e fatalista.
    E’ vero che le rate dei mutui a tasso variabile sono aumentate negli ultimi due anni e questo ha reso meno sostenibile il debito per molte famiglie che hanno un po’ osato rispetto al proprio budget (probabilmente anche perché mal consigliate dagli istituti eroganti) ma è pur vero che l’Italia è tra le prime sette economie del pianeta. Un dato questo, che qualcosa vorrà pur dire.

  • Francesco F. |

    Dott.Lops mi permetto di fare delle osservazioni.Gli Usa non sono messi poi tanto male nonostante le gufate di Greespan, Mutui subprime,sfiducia nel sistema bancario e petrolio alle stelle poiche’ stanno premendo il piedino sull’acceleratore dell’innovazione nei settori strategici dell’energia ,salute,ITC e areospaziale(ce ne sono a bizzeffe di esempi) e presto tecnologie innovative made in usa inonderanno il mondo aiutate dal dollaro debole e questa situazione e ben chiara a investitori attenti e lungimiranti come Warren Buffet e infatti i mercati finanziari che sono lo specchio,con tutte le loro esuberanze,di un paese non ne hanno risentito piu’ di tanto.
    Il mercato americano segna ancora performance nettamente positive ed interessanti da inizio anno.
    Ma noi siamo in Italia. Il nostro indice di borsa, dopo che ha sottoperformato per tutto il 2006 quest’anno dista 13% – 14% punti dai massimi.
    Alcuni semplici dati: il mercato Italiano a gennaio 2006 (ovvero 21 mesi fa) valeva 36500 circa. Oggi solo il 7% in piu’ di allora. Il mercato tedesco ha avuto una performance del 35%, il francese del 13%, quello inglese del 9% e quello americano del 22% (si proprio quello dei subprime!).
    Eppure l’unico commento che sento a giustificazione di questa performance da parte anche di un giornale autorevole come il Sole24ore è che il nostro indice è pieno di banche e la fine delle fusioni e la paura dei subprime ha fatto scendere in maniera più significativa piazza affari.
    Ma non è una giustificazione. Sono cavolate. Se l’orizzonte di riferimento fosse più lungo la sottoperformance sarebbe ancora più evidente.
    Quello he voi giornalisti dovreste far notare è che IL VERO MUTUO SUBPRIME E’ L’ITALIA con il 40%di famiglie che ha difficolta’ a pagare le rate,potere d’aquisto falcidiato dallo sconvolgimento del sistema dei prezzi a seguito dell’introduzione dell’euro,e ci riesce solo grazie a reti parentali o indebitandosi ulteriormente dove inflazione e tassi di interesse in salita stanno minando la nostra fragile economia.
    Il debito è a livelli allarmanti e gli assets perdono valore. Se infatti le case scendessero di valore, i consumi rallentassero, le aziende facessero meno profitti, i beni tangibili del paese non sosterrebbero più il peso dei debiti.
    La Fiat ha trovato Marchionne per salvarsi, ma l’Italia più che alla Fiat assomiglia all’Alitalia.

  • Luca |

    Se può servire all’idea di raccogliere tutte le informazioni necessarie per chiarire, in stile web 2.0, sulla crisi dei mutui subprime e sui soggetti coinvolti, segnalo questa notizia di oggi
    «Anche la Deutsche Bank ha fatto degli errori, anche in questa crisi dei mutui». Lo ha dichiarato Josef Ackermann, amministratore delegato della Deutsche Bank, in un’ intervista televisiva. All’ inizio dell’ anno, ha ammesso il manager, nell’ euforia generale il suo Istituto si sarebbe impegnato in eccessivi crediti, che attualmente non sono in grado di essere piazzati sul mercato. «Ciò compromette il nostro risultato nel terzo trimestre»: ha detto Ackermann. Il manager ha promesso di riequilibrare la situazione nei prossimi nove mesi e ha parlato di «dolorose correzioni sul mercato».

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