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Tassi, anomalia del Vecchio Continente

La crisi dei mutui subprime continua a far ritracciare i mercati. Oggi (-3% l’S&P Mib) stiamo assistendo a un altro, ravvicinato, giovedì nero. E se molti stanno trascorrendo le vacanze con la paura di accumulare ingenti perdite negli investimenti in Borsa (gli italiani posseggono più azioni che obbligazioni secondo quanto rilevato da Bankitalia nelle “Questioni di economia e finanzia dedicate all’economia delle regioni italiane”) c’è anche da rilevare un’anomalia sul fronte dei rendimenti di titoli di Stato che, in pieno flight to quality (attuale fase di riposizionamento degli investimenti sul porto sicuro dei bond governativi) dovrebbero scendere visto l’incremento della domanda che fa salire, di contraltare, i prezzi.

Tuttavia questi, essendo ancorati anche alle previsioni sul costo del denaro (rialziste anche se si vocifera solo di un altro ritocco da 0,25% entro fine anno anziché due visto il rischio di congestione del credito) danno l’immagine di una fune tirata da due forze contrapposte dato che viaggiano sui record del 2001. E’ questa, probabilmente l’ennesima affascinante contraddizione della macroeconomia.