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Alla ricerca del mutuo perfetto

Colgo lo spunto dei commenti di Agostino e Caterina al precedente post per questo nuovo spunto sul fronte mutui.
In genere per qualsiasi prodotto finanziario – mutui compresi – vale la regola che più è semplice leggerlo più è vantaggioso. Per due motivi, che sono allo stesso tempo due regole da seguire per chi è alla ricerca del mutuo perfetto

1) Le opzioni si pagano (basta dare un’occhiata agli spread dei mutui con "cap", dei finanziamenti a tasso misto, etc, che nella maggior parte superano la soglia critica dell’1%). Non è detto che poi portino un vantaggio. Per chi sottoscrive un variabile con "cap", ad esempio, in molti casi la soglia fissata dagli istituti al di là della quale si apre l’ombrello (e i mutui di conseguenza risultano indifferenti a nuovi rialzi dei tassi) è talmente alta che l’ombrello, in pratica, rischia di non aprirsi mai. C’è il chiaro rischio, quindi, di pagare un’opzione che non verrà mai utilizzata. Il mutuo misto consente di variare la scelta del tasso lungo l’ammortamento. In teoria è un’ottima cosa, molto meno se poi si scopre che gli spread applicati dagli istituti tradizionali ai mutui a tasso misto superano abbondantemente l’1% (in alcuni casi sfiorano il 2%). Per 20 anni significa almeno 20.000 euro in più. Siamo sicuri di voler imbarcarci in una spesa così elevata per un’opzione? Tanto più che, da qualche mese, il ministro Bersani ha semplificato le procedure per la portabilità di un mutuo da un istituto all’altro rendendo appetibile direttamente cambiare banca piuttosto che spostare il tasso allo stesso istituto con lo scotto di pagare uno spread elevato (anche l’ipotesi della portabilità va valutata caso per caso, ovviamente).

2) Più un prodotto è complesso, più è costoso (gli istituti hanno notevoli notevoli vantaggi ad aumentare i passaggi e le opzioni potenziando la struttura delle commissioni) e, di conseguenza, meno è trasparente. Meno e trasparente più il risparmiatore ci rimette. Perché non conosce nel dettaglio ciò che ha firmato, non è in grado di destreggiarsi nel miglior modo nel corso del contratto (con eventuali cambi in corsa) e non frappone nessuna barriera dinanzi al conflitto di interessi istituzionalizzato in cui operano gli intermediari.