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Perché i mutui subprime Usa affossano le borse europee?

Orsietori
I mutui subprime, vale a dire quelli concessi alle persone meno abbienti e pertanto con un elevato rischio di mancato rimborso delle rate, pesano negli Stati Uniti per il 10% del mercato. In Europa il fenomeno – esclusa l’Inghilterra – è decisamente meno rilevante.  Assolutamente marginale in Italia. Secondo i dati ufficiali dell’indagine Assofin-Crif (la centrale rischi finanziari), al 30 giugno 2006 il tasso di insolvibilità sui mutui si attestava all’1,5% e quello sui prestiti al consumo al 2,7%, livelli del tutto "fisiologici" per gli esperti.

Eppure le borse mondiali da marzo, da quando sono venuti a galla i primi default di alcune società e fondi hedge americani che hanno puntano sul comparto subprime, hanno subito violenti scossoni, in nome della paventata crisi del comparto immobiliare statunitense (secondo Jp Morgan il prezzo delle case negli Usa è destinato a scendere fino 15% nei prossimi tre anni). Ultima, nell’ordine la pesante caduta di ieri, quando Wall Street si è allontanata ulteriormente dalla soglia record dei 14mila punti (secondo la teoria di Elliott potrebbe arrivare anche a 16mila) e l’indice italiano ha perso quasi il 2% avvicinandosi, per gli amanti dell’analisi tecnica, all’importante supporto dei 39mila punti, sotto il quale ci sarebbe spazio per un pesante scivolone.

Fatto sta che una crisi tutta americana (e per giunta confinata a un comparto che pesa marginalmente, anche se andrebbe aggiunto l’effetto leva delle operazioni in derivati) assume proporzioni pesanti anche in Europa (gli indici immobiliari Ftse Epra Nareit Europe e Italy perdono circa il 15% da inizio anno).

Perché sta accadendo tutto cio? Attraverso la cartolarizzazione dei crediti junk le società americane hanno polverizzato nel resto del mondo (emergenti ed europa inlcusi) esportando un rischio che, solo nei prossimi mesi, potrà essere quantificato realmente. Per questo motivo le borse sono salite sull’ottovolante, nell’attesa di una schiarita. Balza all’attenzione che ad acquistare i derivati sui subprime siano stati alcuni fondi pensione che, per natura, non dovrebbero esporsi a prodotti a basso rating. In questo senso gli investitori istituzionali sono stati traditi dai giudizi positivi (da A a Tripla A) emessi dalle agenzie di rating su fondi che, invece, nel panierie contenevano anche bond garantiti da mutui subprime.

Allo stesso tempo, questi derivati sono finiti anche nei portafogli di molti fondi obbligazionari che, in un regime di bassi tassi e commissioni di gestione medio alte che impattano sul rendimento finale, provano strade alternative al loro investimento naturale (bot, btp, pronti contro termine) per battere il benchmark (bot, btp, pronti contro termine appunto).

Quali sono i risvolti sul fronte "mutui reali"? E’ calata la fiducia tra gli istituti di credito che chiedono più soldi per prestare i soldi a altre banche visto che il grado di esposizione sui subprime dei singoli operatori non è ancora noto e potrebbere spuntare gradite sorprese. Il calo di fiducia tra le banche ha fatto balzare l’Euribor, il tasso interbancario appunto. E di conseguenza, le rate dei mutui a interesse variabile che sono agganciate a questo parametro.

  • mogol_gr |

    Subprime della serie la crisi non esiste.

  • karim bachri |

    Karim Bachri. Trissino via masieri 47 (Vicenza) cell. 0039 346 1848609
    e-mail beksim@alice.it
    La fiaba della crisi dei mutui subprime
    Sono un ragazzo di 14 anni con la passione per la matematica e per il calcolo mnemonico di grandi numeri.
    Per puro caso mi sono incuriosito della crisi causata dai mutui subprime, argomento sempre presente sulle pagine dei quotidiani, di internet e in televisione. Mi sono messo a tavolino e ho fatto un po’ di calcoli.
    Le compravendite immobiliari negli USA, secondo le fonti ricavate da internet dal motore di ricerca google, sono circa 1.000.000 all’anno. Ipotizziamo che siano tutte avvenute con mutuo e che i mutui siano mediamente di 100.000 $ .
    I mutui che non vanno a buon fine sono una piccola percentuale ma, volendo ingigantire il problema, per praticità di calcolo, li porto al 10%. Per cui la somma che li riguarda ammonta a : 100.000 x 100.000 $ = 10.000.000.000 annui.
    Quindi 10 miliardi di dollari è l’ammontare annuo. Al giorno sono 10.000.000.000 : 360 = 27.777.777,78 . Arrotondo a 28.000.000 $.Prendo ora un altro dato ricavato da internet che riguarda il volume giornaliero degli scambi di valuta, ossia il FOREIGN EXCHANGE MARKET DETTO FOREX.L’ammontare giornaliero degli scambi di questo mercato è nel 2008 di circa 4000 miliardi di dollari ripeto al giorno.Peso ora le due grandezze: in un piatto della bilancia metto la perdita giornaliera per i mutui non andati a buon fine di 28 milioni di dollari e nell’altro piatto gli scambi giornalieri del FOREX che ammontano a 4000 miliardi di dollari.quindi 4000.000.000.000:28.000.000= 142.857 rapporto di grandezza. Allora il FOREX PESA AL GIORNO 142.857 VOLTE DI PIU’ DELLA PERDITA DEI MUTUI.Per cui i mutui subprime pesano 1 grammo, mentre il forex 142.857 grammi ciioè pari a 142,8 kilogrammi, quindi 142.000 volte tanto! Misurando le due grandezze con la grandezza tempo vediamo che 86.400= E’ IL NUMERO DI SECONDI IN 24 ORE. 86.400:142.857= 0,6 secondi, che è il tempo della giornata necessario per neutralizzare la perdita dei mutui sub prime
    C’è da tener conto del fatto che le case ipotecate con i mutui in questione hanno un valore di realizzo che ho qui trascurato e che nel mio ragionamento ho considerato solo il più grande mercato, il foreign exchange market.Ci sono comunque molti altre transazioni giornaliere nel mondo:energia elettrica,reti telefoniche,petrolio,gas,carbone,oro, diamanti,ferro ,rame, nickel,tungsteno, grano, mais, soia, riso,allevamento,legname,acqua minerale e bevande, caffè, cacao, cotone e lana, agricoltura, edilizia(case, ponti, strade,porti,gallerie) prodotti dell’industria meccanica,tessile,chimica,aereospaziale, vestiario e scarpe, ipermercati e centri commerciali,commercio al minuto,auto, industria dell’auto meccanica,industria tessile, macchinari, aerei, navi,treni, armi, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, prodotti dell’elettronica, computer, internet, poste e telecomunicazioni,industria alberghiera,ristorazione industria cinematografica, editoria,trasporti aerei,marittimi,terrestri ,banche e assicurazioni, salari e stipendi, per citare le più importanti.Mettendo i valori di tutte queste componenti probabilmente si scende da 0,6 secondi (= 60 centesimi di secondo)a qualche millesimo di secondo.
    Se avete meno di 17 anni inviatemi i vostri calcoli cioè ricavate da internet i valori,transazioni giornaliere, di tutte le voci che ho elencato per trovare il valore globale delle transazioni giornaliere e chi più si avvicina alla soluzione sarà premiato e ospitato a casa mia per 7 giorni!
    Un saluto da
    karim Bachri.
    beksim@alice.it
    tel 0039 346 1848609

  • Vito Lops |

    Premesso che questo blog non nasce per dare consigli operativi ai lettori, ma solo spunti di riflessione per informarsi in modo più opportuno sui contratti finanziari che si sottoscrivono pretendendo dagli operatori il rispetto delle norme sulla trasparenza,
    è possibile fare queste considerazioni in merito al suo commento:
    – uno spread dell’1,5% è certamente alto ed è giusto chiederne un abbassamento (gli operatori consdierano “cari” i mutui che vanno oltre l’1% anche se dipende dalle garanzie accessorie agganciate al prestito come ombrelli, cap, etc.
    – probabilmente si lamenta del fatto che ha sottoscritto un tasso variabile e che adesso le è aumentato. Nel calcolo dei costi deve però considerare anche quanto ha risparmiato nel periodo iniziale rispetto al tasso fisso che avrebbe stipulato in data 2003. Tenga conto che molti esperti considerano che stipulare un fisso in questa fase sia un errore semplicemente perché si stoppa un fisso alto.

  • chiara |

    salve avrei bisogno di un consiglio….
    dunque ho stipulato un mutuo ipotecario a tasso variabile per l’acquisto della prima casa nel dicembre 2003 “CONSIGLIATA” dall’allora stimatissimo direttore di banca amico di famiglia…avrei la possibilità di convertire il mutuo da variabile a fisso….per adesso mi è stato consigliato sempre dal famoso direttore di chiedere una diminuizione dello spread che è del 1.50%….non sò cosa fare……

  • Andrea |

    Personalmente credo che le borse abbiano corso abbastanza e che cerchino un appiglio per realizzare i guadagni. E’ vero che i tassi di interesse sono saliti (17 volte consecutive negli Usa e 8 in Europa) ma è anche vero che comincia a intravedersi uno spiraglio di stabilità. Il che probabilmente non prelude a una crisi generalizzata dell’immobiliare. Cmq staremo a vedere, complimenti per il blog!

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