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Nuova crisi dei fondi, ma dove finiscono i soldi?

I fondi comuni di investimento hanno perso 20 miliardi, in termini di raccolta, da inizio anno (4 miliardi solo nel mese di giugno secondo gli ultimi dati rilasciati da Assogestioni).

E’ evidente quindi che c’è un forte spostamento di capitali in Italia, oltre che una crisi del prodotto finanziario in sé su cui gravano commissioni di gestione tra l’1 e il 2,5%, a seconda che il portafoglio (obbligazionario, bilanciato o azionario).

Ma dove vanno a finire questi soldi? Gli Etf (Exchange traded funds), in termini di commissioni (0,4% medio) e in termini di natura dell’investimento (fondi passivi che replicano la performance dei vari indici) rappresentano, probabilmente, la naturale evoluzione dei fondi comuni di investimento (attivi) e dovrebbero conquistare una parte del terreno che questi stanno perdendo. In realtà, così non è.  Gli Etf continuano a crescere a tassi elevati ma rappresentano ancora una nicchia nel mercato (un patrimonio superiore a 8 miliardi di euro contro gli 800 di capitalizzazione della Borsa italiana).

Il deflusso dai fondi comuni italiani, per larga parte confluisce, invece, nei prodotti strutturati, come le polizze unit e le obbligazioni index linked offerti da banche e assicurazioni.  Nel primo trimestre 2007, questi strumenti del risparmio hanno infatti registrato, secondo i dati rilasciati dall’Ania (Associazione nazionale imprese assicurative) una forte crescita. Il 60% della nuova produzione Vita è finita nelle casse del ramo III (index e unit linked) che nel complesso hanno drenato 7,2 miliardi, con le unit, polizze legate all’andamento di mercato, in grande spolvero che da sole hanno raccolto 4,5 miliardi (+50% rispetto al primo trimestre 2006).

Questi prodotti sono in media più cari (sommati premi, caricamenti e altri costi impliciti) dei fondi attivi e, tanto più, degli Etf. Quindi, in sostanza, se due più due fa quattro, molti italiani stanno spostando i propri risparmi verso prodotti più costosi a fronte di rendimenti mediamente più bassi di un fondo comune che si avvicini al benchmark di riferimento.

  • Luciano |

    E’ un peccato, in effetti, che gli Etf siano praticamente misconosciuti nel mondo dei piccoli risparmiatori. Costano meno e, in molti casi, distribuiscono anche dividendi a differenza dei fondi comuni.

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