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Dove investire la liquidità nell’era dei tassi a breve?

Investire la liquidità aspettandosi un ritorno interessante a breve termine (quindi con vincoli temporali non superiori a 12 mesi) senza assumersi dei rischi è oggi obiettivamente complicato. Quali sono le migliori strategie da seguire?Del resto, nella finanza dei tassi reali (quella costantemente nettizzata per l’inflazione) è una costante. Qualche anno fa, quando l’inflazione viaggiava al 3%,  le banche offrivano sui conti di deposito  tassi nominali annui del 3-3,5%. Il risparmiatore medio era convinto di percepire un ottimo rendimento. Ma in realtà il risparmiatore evoluto (quello che mai dimentica l’effetto svalutativo operato dall’inflazione) era già consapevole che il rendimento reale era ben inferiore, quando non nullo. Oggi ci troviamo in una fase in cui i rendimenti nominali non si discostano molto da quelli reali: ergo non c’è inflazione. Anzi, in Italia il mese di ottobre si è concluso con un tasso di inflazione annuo negativo (-0,1%).

Quindi per chi investe a breve termine i tassi nominali dei titoli con pochi rischi (quali possono essere i titoli di Stato dell’Eurozona protetti dallo scudo della Bce, e quindi Grecia esclusa) sono naturalmente bassi e vicini allo 0. I BoT a 12 mesi esprimono un tasso negativo (-0,17%). In pratica si paga una commissione per il diritto a possederli. Molto meglio allora virare sui conti di deposito in offerta (che possono offrire anche l’1% annuo) ma facendo attenzione alla solidità (rating) della banca offerente. Spesso i tassi più alti sono oggi offerti dalle banche che hanno una minore solidità patrimoniale. A questo punto va tenuto conto che dal 2016 in Italia (come in Europa) vale il principio del bail-in: ovvero se una banca fallisce le perdite non si socializzano ma si ripartiscono tra i clienti.  Questi però fino a 100mila euro (o 200mila se il conto è cointestato) possono contare sul fondo interbancario di garanzia. A patto che i fallimenti bancari siano circoscritti. Per chi preferisce i bond governativi ai conti di deposito, magari a più lunga durata, in ogni caso è meglio aspettare che l’attuale fase di rialzo dei tassi si sia completata. Altrimenti c’è il rischio di acquistare a prezzi ancora troppo alti.

  • Vito Lops |

    In una fase in cui i tassi stanno risalendo (e quindi i prezzi degli asset obbligazionari scendono) è preferibile un atteggiamento guardingo per chi non voglia correre rischi. In una fase in cui il BTp a 50 anni è stato venduto con cedola al 2,8%, investire esponendosi solo per un anno (con la possibilità di svincolare a 0 spese il capitale in caso di emergenze) senza rischi e con l’1% reale può essere un buon ombrello.

    Allargando l’orizzonte temporale e i rischi i rendimenti reali possono salire, ma appunto i rischi e il vincolo temporale aumentano. E quindi usciamo dal campo “investire la liquidità a breve termine” ed entriamo in un altro campo di investimenti, quelli nel medio-lungo termine.

  • Antonio Leone |

    Davvero pensi sia interessante l’1%?

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