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Italia bacchettata, mentre Francia e Spagna sforano il deficit/Pil

L’Eurogruppo, come previsto dall’agenda, torna a discutere della situazione dei conti pubblici dei Paesi più a rischio di non rispetto delle regole, Italia inclusa. E arriva un nuovo “richiamo”, simile nei toni a quello contenuto nell’opinione di novembre sulla legge di stabilità, ma aggiornato alla situazione attuale: da novembre, scrive l’Eurogruppo, “sono state prese misure che aumentano il deficit, e c’è un rischio di significativa deviazione dall’aggiustamento”. Uno scostamento che “rimane anche se venisse accordato il massimo potenziale di flessibilità”. Quello che per l’Italia è un rischio, per altri Paesi dell’area (Francia e Spagna in primis) è una certezza, che dura ormai da tempo.

Questa tabella ci indica tra i 19 Paesi dell’area euro quelli che stanno sforando il limite del 3% sul deficit/Pil (su cui ci sarebbe da ridire in ogni caso). Su 19 Paesi 5 sforano attualmente questo parametro (Spagna, Francia, Finlandia, Portogallo e Grecia).
deficitpileuro
 Se poi analizziamo l’andamento storico, notiamo che Spagna e Francia (come emerge da questi dati elaborati da Tradingeconomics.com) il comportamento è reiterato.
spain-government-budget
france-government-budget
Considerato che il Pil di un Paese è composto da queste quattro voci (spesa pubblica, investimenti delle imprese, consumi delle famiglie e differenza tra export ed import) consentire a dei Paesi di fare più deficit in situazioni di crisi è senza dubbio un vantaggio per il rilancio del Pil (ovviamente se poi il deficit viene utilizzato nel migliore dei modi, e quindi attraverso la formula degli investimenti pubblici piuttosto che nella spesa corrente che invece non rientra nel computo del calcolo del Pil). Questi dati dimostrano che nell’area euro vengono utilizzati pesi e misure differenti. Di questo passo gli squilibri macroeconomici tra i Paesi rischiano di crescere piuttosto che il contrario.
  • Carmenthesister |

    Si può leggere qui:

    La conclusione della correzione dei dati di Reinhart e Rogoff è che i tassi di crescita medi dei paesi ad elevato debito non sono stati del -0,1%, come indicato, bensì del +2,2%[7]. Una differenza notevole!
    Trattasi di errore o di manipolazione dei dati? è la lecita domanda.

    Ripeto: che le politiche di austerità strangolino la crescita è un dato assodato ed evidente, riconosciuto dagli stessi studi del FMI, mentre della correlazione tra alto debito e bassa crescita, nella misura in cui esiste, non esiste alcuna dimostrazione causale… Unire i puntini sarebbe d’obbligo (per uno studente delle superiori).

    Sullo studio del FMI vedasi ad es.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-12/lautocritica-caso-italia-081037.shtml?uuid=AbF90cJH

  • caneraptor |

    Il rapporto 3% non sta scritto da nessuna parte. Se lo sono inventato una banda di pazzi oligarchi per loro ragioni elitarie di controllo delle economie. Il vincolo esterno è un invenzione demenziale. Non si uscirà da questa situazione se non con politiche redistributive effettuate direttamente dallo stato tramite spesa di senaro pubblico stampato ex nhilo dalla zecca dello stato. Non si potrà fare nulla finchè saremo nell’euro, vera causa di tutti i nostri mali. La banca centrale deve tornare a fare il suo mestiere ed essere soggetta al controllo politico. Tutto il resto, QE, TLTRO, ed in ultimo i dementi dell’elicopter money, sono l’esempio di misure che non hanno portato e non porteranno a nulla, anzi, probabilmente ci porteranno ad una guerra. Sicuramente nel lungo periodo saremo tutti morti. Il problema è che muoiono in tanti anche adesso, se non ve ne siete accorti, è iniziata la morìa delle vacche. E basta con questo autorazzismo, non se ne può più. Ci siamo fatti fregare come degli scemi del villaggio a cui i picari vendono olio di serpente per far crescere i capelli. Dalla 5^ potenza economica siamo diventati la 64^. Possibile che in dieci anni siamo diventati tutti lazzaroni, corrotti, e ci siamo magnati tutto ? Italiani brutti, sporchi e cattivi. Abbiamo bisogno dei biondi ariani per essere governati? A voi va bene cosi? Allora andate avanti così. Di sicuro morirete, ma non di vecchiaia.
    Tanto so che non pubblicherete.

  • habsb |

    Gentile sig.a Carmen

    1) gli errori di calcolo riscontrati sono assolutamente marginali e non mettono in dubbio la mole di dati storici dell’opera di Rogoff, Reinhart.

    2) non confondiamo deficit e debito. Il libro di Rogoff parla di bassa crescita in situazione di forte debito: ed è un’evidenza che nessun paese a forte debito (ne l’Italia ne’ il Giappone) gode di crescita soddisfacente.

    3) Che il debito strangoli la crescita è un’evidenza comprensibile per un alunno id scuola media. Pure a un modesto interesse del 2%, un debito al 150% del PNB ingoia un 3% annuo di PNB nei soli interessi : dunque una crescita che potrebbe essere rispettabile al 3% diventa nulla una volta pagati gli interessi. E non abbiamo ancora parlato del rimborso del capitale !

    4) fare debiti significa mangiare oggi il pane di domani. Keynes diceva che domani saremo tutti morti. Lui è morto, ma noi siamo ancora qua a pagare i debiti che ha fatto fare ai nostri padri. Altro che crescita!

  • Carmenthesister |

    Forse molti sapranno che il famoso studio di Reinhardt e Rogoff su cui si basa la correlazione tra debito pubblico e crescita di un paese è stato clamorosamente messo in discussione da un paper di due studenti che hanno riscontrato errori di calcolo excel e di elaborazione dei dati che ne inficiavano i risultati.

    Inoltre i due econo,misti italiani Panizza e Presbitero hanno condotto uno studio da cui risulta che tale correlazione, in ogni caso, non è indice di causalità. Infatti è assai probabiòle che siano proprio le politiche restrittive messe in atto per ridurre il debito che sono causa della mancanza di crescita_

    Il che tra l’altro trova riscontro nel fatto che i paesi che hanno il maggior deficit sono quelli in cui è maggiore la crescita.

    Noi italiani siamo strangolati da avanzi primari ventennali e ciononostante (o proprio per questo) il debito cresce…

  • Carmen |

    Come molti ormai sanno il notissimo studio di Reinhardt e Rogoff che mette in relazione debito e crescita di un paese, sostenendo che elevati livelli di debito sono associati a bassa crescita, è stato oggetto di scandalo dopo che due studenti in un paper hanno messo in luce degli errori di excel e di ponderazione dei dati che ne inficiavano i risultati.

    Inoltre due economisti italiani, Presbitero e Panizza, sull’autorevole Voxeu hanno argomentato come la correlazione negativa tra debito e crescita non implica una causalità. Ossia, potrebbero non essere tanto gli alti livelli di debito che impediscono la crescita, quanto le politiche restrittive che si mettono in atto per contenere l’indebitamento.

    Questo sarebbe dimostrato dal fatto che la crescita nei paesi a deficit più alto è maggiore che da noi, ove il deficit è sempre ai limiti dello strangolamento e che siamo in avanzo primario da qualcosa come più di vent’anni…

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