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I prestiti Tltro per le banche non rilanceranno il credito nel Sud Europa ma serviranno a rinnovare i vecchi Ltro

Il 18 settembre la Bce stacca una nuova tranche di prestiti agevolati alle banche. Si tratta del primo prestito nella formula T-Ltro (targeted long term refinancing operation, ovvero prestiti a lungo, quattro anni, ma in base a quanto tu banca hai già prestato all’economia reale). Tuttavia, come più volte indicato, difficilmente questa manovra riuscirà a far uscire dalla crisi l’economia europea, in particolare la parte più debole, il Sud Europa, molto semplicemente perché si tratta di una crisi di domanda e non si può risolvere potenziando ulteriormente l’offerta.

Questo concetto viene ora espresso anche dall’agenzia di rating Fitch, molto scettica sul punto.

Secondo Fitch le operazioni di finanziamento T-Ltro della Bce difficilmente saranno in grado di far ripartire il credito nell’Europa meridionale, anche se l’iniziale richiesta di fondi può essere elevata. Come riporta Reuters, Fitch spiega che la propensione delle banche a concedere prestiti e la domanda di credito possono rimanere insoddisfatte a prescindere dalle condizioni di politica monetarie esistenti. E questo a causa del quadro complessivo dell’economia e delle imprese che vede una crescita debole, un livello di indebitamento delle aziende ancora elevato e una competitività relativamente bassa nel settore corporate in gran parte dell’area.

“Tuttavia i fondi Tltro potrebbero essere utilizzati principalmente per sostituire gli esistenti prestiti Ltro con scadenza a gennaio e febbraio 2015, e per rifinanziare altro funding all’ingrosso”, dice Fitch che annuncia la pubblicazione di uno studio specifico sul tema il prossimo mese.

Nelle due aste di settembre e dicembre 2014, le banche potranno inizialmente ricevere fondi equivalenti al 7% di una parte dei propri impieghi esistenti calcolati al 30 aprile. Successivamente dal 2015, per potere chiedere nuovi fondi, gli istituti dovranno mantenere il livello di prestiti sopra dei “benchmark”, specifici per ogni istituto, e detenerli fino a scadenza.

Fitch a questo punto svela anche un piccolo “archibugio” a cui potrebbero ricorrere alcuni istituti. Cioè prendere i soldi in prestito nelle prossime tranche T-Ltro ed essere costrette a restituirle due anni prima della scadenza, ma nel frattempo potranno aver beneficiato di due anni di finanziamenti a condizioni favorevoli.

In che modo? Se una banca riduce il livello di impieghi, come accade per molte banche del Sud Europa, il benchmark tiene conto della contrazione da aprile 2014 ad aprile 2015 e viene quindi fissato a zero – riporta la Reuters -. Questo significa, spiega Ficth, che molte banche potranno accedere ai fondi e continuare a mantenere un portafoglio di prestiti piatto o in lieve contrazione, sebbene ad un tasso più lento rispetto ai dodici mesi precedenti. Una volta che il benchmark è a zero alle banche dell’area potrebbe essere più difficile accedere agli T-Ltro a meno di condizioni dell’economia più favorevoli del previsto.

Alcune banche potrebbero essere costrette a restituire i fondi a settembre del 2016, con due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale, ma avranno comunque beneficiato di due anni di finanziamenti a condizioni favorevoli. Spetterà alle stesse valutare i costi per il rimborso anticipato e di allocazione del capitale per nuovi impieghi o per il potenziale deterioramento della qualità egli asset.

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