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La Bce imita la Fed nella forma, ma nella sostanza c’è un abisso…..

“Ci sono rischi al ribasso per la ripresa”. “Continuiamo a monitorare l’inflazione”. Bla, bla, bla. La conferenza stampa del governatore di Mario Draghi di oggi ha aggiunto pochi elementi di curiosità. Ha indicato che la Bce stima che nelle prossime aste Tltro la nuova liquidità immessa (richiesta) dalle banche potrebbe ammontare a 1.000 miliardi (al pari delle precedenti due aste del 2011 e 2012) e che è in programma un’asta il 18 settembre e una seconda l’11 dicembre.

Ma in una giornata di comunicazioni tutto sommato routinarie e blande la vera novità è che la Bce ha annunciato un cambio della propria strategia di comunicazione ordinaria ai mercati. Ad oggi è fissato l’incontro del consiglio direttivo ogni primo giovedì del mese (ogni quattro settimane) a cui segue la conferenza stampa in diretta del governatore Draghi alle 14.30. La novità è che dal 2015 la Bce si riunirà una volta ogni sei settimane e pubblicherà le minute dell’incontro. Esattamente come fa la Federal Reserve.

Draghi ha spiegato il cambio di rotta indicando che gli incontri della Bce spesso stimolano alte aspettative da parte dei mercati e, con queste, una sorta di profezie che tendono ad autoavverarsi aumentando la volatilità dei mercati. Nella forma, quindi, la Bce fa un passo in avanti verso la Federal Reserve.

Nella sostanza, però, i due istituti sono molto distanti. Per tre motivi

1) la Fed ha nel mandato il controllo della stabilità dei prezzi (come la Bce) ma anche quello dell’occupazione (elemento che non compete alla Bce)

2) la Fed finora ha attuato politiche molto aggressive di quantitative easing acquistando sia titoli privati (come pianifica di fare la Bce che ha difatti aperto a un futuro, per quanto ad oggi ancora vago, piano di quantitative easing basato sull’acquisto di titoli Abs) che titoli di Stato (cosa che la Bce ha fatto nell’ambito del piano Smp attraverso cui è intervenuta per difendere i Paesi della periferia nel momento di crisi). Il punto che veramente distanza la Fed dalla Bce è proprio la possibilità dell’acquisto di titoli di Stato. La Fed non ha problemi di sorta in quanto lo Stato è uno e il debito è unificato, la Bce ha molti più problemi a farlo dato che gli Stati sono 18 e i debiti pure. Di conseguenza un’operazione del genere deraglia per forza di cosa nella politica e per la Bce è davvero complicato implementare un quantitative easing impostato sull’acquisto di titoli di Stato. Per questo motivo, nei momenti di maggior bisogno (quando i rendimenti dei Pigs balzavano alle stelle), è stata costretta a utilizzare la via indiretta dell’Ltro “delegando” in un certo senso le banche private a fare quello che in teoria (in particolare prima del lancio dello scudo anti-spread che oggi libera la Bce dalla possibilità di acquistare titoli di Stato ma a patto che il Paese aiutato firmi uno stringente memorandum di riforme) la Bce non poteva fare.

3) finora la Fed ha stampato moneta (con tre manovre di quantitative easing) senza chiederla indietro (sterilizzarla). Mentre la Bce sia con gli Ltro (prestiti in scadenza) che con la sterilizzazione del piano Smp, ha drenato quasi tutta la moneta immessa. Come dimostrano gli attivi in bilancio.

</span></figure></a> Bilanci Bce e Fed a confronto
Bilanci Bce e Fed a confronto

 

 

Questi aspetti esaltano la vera differenza di fondo tra Bce e Fed. La prima è più ingessata della seconda che, dovendo mediare l’esigenza di un unico Stato, può permettersi nei momenti di emergenza di far vacillare il principio dell’indipendenza tra una banca centrale e il Tesoro. Perché quando la Fed (ma allo stesso tempo la Boj e la Banca di Inghilterra) acquistato titoli di Stato nel momento in cui porta quel debito a scadenza difatti lo monetizzano (trasformando anche il pagamento degli interessi in una partita di giro tra Tesoro e governo). Ed è questo il punto in cui la Bce e la Fed prendano strade completamente diverse. La prima non può monetizzare i debiti dei singoli Paesi di cui dirige la politica monetaria, la seconda sì.

  • Robo |

    Molte grazie per la sua opera di informazione, dottor Lops

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