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Mutui, ripartono gli sconti ma non sono per tutti

Le banche stanno tagliando gli spread. Questo è innegabile. Nel 2012 e per buona parte del 2013 (dopo gli effetti della doppia recessione che ha colpito l’Italia, la prima nel 2009) ottenere un mutuo con uno spread inferiore al 3-3.5% era praticamente impossibile. Oggi invece le migliori offerte si spingono anche al 2%. Filtrando però le campagne promozionali da quello che accade nella realtà, scopriamo però che il calo degli spread riguarda per larga parte una particolare fascia di clienti, quella che può permettersi di chiedere un finanziamento del 50% del valore dell’immobile e che quindi l’altro 50% c’è la già.

Si tratta di una quota di mercato residuale (25% dei richiedenti). La maggior parte degli aspiranti mutuatari chiede tra il 60 e l’80% del valore dell’immobile. Per questa categoria il calo degli spread è molto più contenuto, e non proporzionale al costo della raccolta del denaro all’ingrosso che è calato sensibilmente negli ultimi trimestri come testimonia il quasi azzeramento dei tassi interbancari (Eonia ed Euribor) e il ridimensionarsi degli squilibri nei saldi Target 2.

Ecco la tabella con le nuove offerte di mutuo e un ulteriore approfondimento sull’argomento spread mutui.