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Se anche la Germania rischia la deflazione per il Sud Europa non ci sono 80 euro che tengano

A maggio l’inflazione in Germania è scesa allo 0,9% dall’1,3% di aprile. E’ un dato leggermente migliore della media dell’Eurozona (+0,6%) più grave di quel che può sembrare. Perché in questo momento parte delle strategie di raggiustamento degli enormi squilibri creati nei primi 15 anni di funzionamento dell’Eurozona, è legata proprio alla “reflazione” della Germania rispetto agli altri Paesi. In questo modo (seppur in un percorso lento e dolorosissimo che per questo motivo non si profila come la migliora strategia attuabile) è iniziato da qualche trimestre un percorso di aggiustamento degli squilibri interni fra i 18 Paesi dell’Eurozona.

Si tratta in ogni caso di un percorso poco sano perché poggia in parte sul calo delle importazioni nel Sud Europa, come conseguenza delle politiche di austerità recessive adottate. Ma, seppur criticabile, questa strategia di riequilibro rischia di essere ora compromessa dal forte calo dell’inflazione in Germania, sui livelli più bassi degli ultimi quattro anni. Perché questo neutralizza il percorso di aggiustamento.

Così, per la Bce, chiamata ad orchestrare un piano che trasferisca liquidità dalle banche all’economia reale e che giovedì nel direttivo probabilmente annuncerà un piano espansivo più o meno in tale direzione, il compito rischia di essere ancor più arduo del previsto.

Approfondimento su Germania a rischio deflazione sul Sole 24 Ore