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Borse al ballo del tip tap(ering)

Delle due l'altra. La Fed ha scelta di cambiare rotta. L'atteggiamento "wait and see" che difatti negli ultimi mesi ha prorogato la politica di espansione monetaria con aumento della liquidità al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese è stato interrotto. Al suo posto è subentrato il tapering (l'indicazione di una dismissione di questo piano che finora, accompagnato ai due precedenti partiti nel 2009 ha drogato i mercati in abbondanza portando Wall Street al record di tutti i tempi).

Secondo il governatore della Fed Bernanke – peraltro parzialmente scaricato dal presidente Barack Obama che ha aperto la strada alla sua successione – se arriveranno segnali di ripresa dall'economia e soprattutto dall'occupazione la Fed potrebbe porre fine al quantitative easing (piano di iniezione della liquidità) già entro la fine di quest'anno. O, in ogni caso entro metà 2014, quando la disoccupazione dovrebbe avvicinarsi a quel 6,5% che è il target prefissato dalla Fed (attualmente è al 7,6%).

I mercati hanno reagito di conseguenza, a un giorno dal venerdì delle tre streghe (che scocca domani, è il giorno in cui vanno a scadena i principali future e opzioni su titoli e indici) innestandosi in un trend di retromarcia dopo i rialzi pressoché ininterrotti registati da novembre a maggio.

Il Dax 30 che pure in primavera ha toccato il picco storico è quello che in Europa cade di più, mentre si innalzano nuovamente gli spread. Allo stesso tempo si apprezza il dollaro che a questo punto è direzionato più sugli standard dell'economia reale (quindi verso il suo valore corretto) piuttosto che in un trend svalutativo determinato dalla droga monetaria della Fed degli ultimi anni.

Staremo a vedere. Ma la sensazione è che in questa estate i mercati possano danzare al ritmo del tip tap(ering).