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Pazza crisi, euro a picco sul peso delle Filippine. Immigrati costretti a lavorare di più

Tra le sfaccettature infinite di questa crisi finanziaria ce n'è anche una che riguarda molti lavoratori immigrati italiani, quelli di origine filippina. Anche questi sono stati indirettamente colpiti dalla crisi dei debiti dell'Eurozona. Perché nell'ultimo anno l'euro ha perso il 16% nei confronti del peso filippino. Se a luglio 2011 con un euro si ottenevano 61 pesos, adesso quello stesso euro ne vale 51.

Insomma, per tutti i filippini che lavorano in Italia  - che come d'abitudine inviano una parte delle entrate nel Paese d'origine a beneficio dei famigliari che sono rimasti in patria - è come se il datore di lavoro avesse decurtato la busta paga del 16%. Ne consegue che molti sono costretti ad aggiungere qualche ora extra (come se non lavorassero già abbastanza) per mantenere intatto il potere d'acquisto (e di sostentamento dei famigliari).

  • Samuel |

    Non è una condizione del solo lavoratore filippino; dispiace per loro, ma anche in Italia s’è perso parecchio potere d’acquisto. Grazie anche a questa tassazione straordinaria, gli onesti si levano sempre meno soddisfazioni. I finanziamenti diventano la prima arma di difesa per farsi la vacanza, comprarsi la macchina o semplicemente pagare le cure del dentista. Si tratta di un problema che sentiamo un po’ tutti, evasori a parte.

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