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Caccia al mutuo perfetto: dopo giugno qualche banca dovrà ridurre gli spread. Intervento a Uno Mattina

E' un momento delicato sul fronte mutui. La domanda langue sia perché langue anche l'offerta di prodotti competitivi, ma anche perché gli aspiranti mutuatari italiani vedono incertezza sul futuro. Preoccupa la tenuta del debito pubblico dell'Italia (con spread tra BTp e Bund in rialzo), la crisi dell'Eurozona (con la miccia Grecia sempre accesa) e, più nel concreto, anche l'Imu e le altre tasse/imposte innestate dal governo Monti sul patrimonio (mobiliare e immobiliare) degli italiani (una popolazione ahinoi facilmente "tosabile" in momenti di crisi dato che detiene una ricchezza privata netta pari a cinque volte il Pil).

In ogni caso, per chi è alla caccia del mutuo, del mutuo perfetto si intende, qualche spiraglio dovrebbe aprirsi entro fine anno. La maggior parte delle banche non sta erogando (o lo sta facendo a condizioni poco favorevoli). Tra le più dinamiche (e quindi in controtendenza) Intesa Sanpaolo, Cariparma e Webank. E' impossibile immaginare che entro fine anno a questi istituti non se ne aggiunga qualche altro perché, pur non essendo il mutuo un prodotto altamente remunerativo per una banca (i guadagni vengono spalmati sul lungo periodo mentre in questo momento per fortificare i bilanci è preferibile vendere prodotti a guadagni ascrivibili immediatamente a bilancio) difficilmente gli istituti vorranno chiudere l'anno con la voce mutui vicina a quota 0.

Quindi, di qui a fine anno, al di là della congiuntura economica, è logico presumere che qualche stock di capitali destinato ad erogare mutui a condizioni migliori sia probabile. Il mutuatario perfetto deve, ovviamente, essere pronto a cogliere l'offerta lampo, pur che venga da Banca Chicchesia. L'idea di stipulare il mutuo necessariamente con la banca presso cui si ha già un conto corrente è ammuffita da tempo.

Ne ho parlato anche su Uno Mattina (ecco il link dove vedere l'intervento di Vito Lops su Rai Uno), dove è stato anche presentato il Mutuo perfetto, il libro che ho scritto, edito dal Sole 24 Ore, che svela i trucchi per stipulare il mutuo perfetto arrivando ad abbattere in media 40mila euro su un mutuo standard di 150mila euro.

  • Francesco |

    Salve,sono anch’io a caccia del mutuo perfetto.
    Da 10anni ho un mutuo a tasso fisso 5,56% terminerò nel 2022 e sto valutando di passare ad un variabile con cap senza superare il 5,56%(Euribor+spread)
    Vorrei beneficiare di questi ribassi e comunque considerando lo spread che le banche mi offrono.
    Sto sbagliando???
    La mia intenzione è quella di abbassare la rata mensile allungando la durata residua del mutuo a 15anni anzicchè dei 10 iniziali.
    Accetto consigli, Grazie.

  • Vito Lops |

    Gentile lettore,
    mi fa piacere che ha trovato utile il libro.
    Quanto allo spread, in questo momento come lei dice è impossibile spuntare lo spread perfetto, che in effetti si attesta intorno all’1%.
    La crisi dell’Eurozona, che impatta soprattutto sulla possibilità delle banche di raccogliere liquidità sul mercato interbancario a basso costo, ha causato negli ultimi mesi un’impennata degli spread oltre il 3%.
    Tuttavia da marzo alcune hanno iniziato a ridurli e sono scese sotto il 3%. Ed è auspicabile e ipotizzabile che nella seconda parte dell’anno qualche il numero degli istituti sotto il 3% (adesso si contano su una mano) possa ampliarsi.
    Detto ciò, quanto al suo “aspettare tempi migliori”, dipende molto dall’impellenza o meno che lei ha nel dover acquistare l’immobile/stipulare il mutuo. Nella sua valutazione, tenga conto di altri due fattori:
    – gli spread sono più alti (anche se in alcuni casi finalmente in discesa) e difficilmente torneranno nei prossimi 2-3 anni all’1%. Quindi è ipotizzabile optare cmq con un mutuo che abbia lo spread (di oggi) più basso ed essere pronti a rinegoziare/surrogare il contratto non appena le banche torneranno a ridurre in modo convincente gli spread (scendendo sotto il 2%)
    – se gli spread sono alti gli euribor (tasso variabile) e gli eurirs (tasso fisso) non sono mai stati così bassi. E questa è l’altra faccia della crisi. Per cui il tasso finale (spread+indice europeo) è tutto sommato abbordabile (soprattutto se si considera il variabile al 3,5% oggi sul mercato) perché di fronti a spread alti vanno mediati con euribor e irs bassissimi
    – ricordi però, qualora opti per un tasso variabile (che in questo momento sembra essere la soluzione più interessante) di calcolare la sua rata sostenibile simulando che dovesse chiedere il fisso. Questo per essere sicuro che un domani, di fronte a eventuali rialzi dei tassi di interesse (che al momento, vista la crisi, non sono certo all’orizzonte)lei sarà comunque in grado di sopportare un rincaro nella rata che, in ogni caso, difficilmente supererà di molto quella prevista sin da adesso da quella risultante dall’attuale tasso fisso.

  • salvatore |

    Salve, ho acquistato il suo libro, il mutuo perfetto, e debbo dire che è veramente un ottimo lavoro. Lei dice che un mutuo perfetto dovrebbe avere uno spread attorno all`1%, ma chi trova in questo periodo banche che hanno questi spread, che partono, ed è già buono, almeno dal 2%? Bisognerebbe astenersi dal fare un mutuo?? Aspettare
    tempi migliori?

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