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Non solo Facebook: come stanno andando le altre web Ipo, da Groupon a Linkedin

Aspettando Facebook. Il più potente social newtork del web chiederà al mercato 10 miliardi (come nei primi rumors) o cinque (seguendo i nuovi rumors)? Nel primo caso sarà la web-quotazione più grande della storia, nel secondo si piazzerà subito dopo la tedesca Infineon che nel 2000 ne raccolse 5,85.

Ne sapremo qualcosa in più nelle prossime ore dato che per oggi è atteso il deposito presso la Sec (la Consob degli Stati Uniti) del dossier preliminare per la quotazione – prevista per maggio – che, comunque, non avrà ancora indicazioni precise sul numero di azioni in offerta e sul loro prezzo. Resta il fatto che i numeri che circolano sulla valutazione di Borsa della società creata nel 2004 da Mark Zuckerberg, oscillano tra i 50 e i 100 miliardi. Sul mercato privato Sharespost.com – dove fino a qualche giorno si potevano acquistare azioni Facebook – la valutazione implicita era intorno ai 57 miliardi. Mentre secondo il New York Times la valutazione implicita di Facebook sarebbe vicina ai 42 miilardi, considerando un giro d’affari da 2 miliardi di dollari e profitti stimabili, per quest’anno, nell’orbita dei 300 milioni di dollari.

In ogni caso, Facebook si candida ad essere l’Ipo (Initial public offering, in italiano offerta pubblica di vendita) più prestigiosa nel 2012. Tanto che a Wall Street, le Borse Nasdaq e Nyse sono in forte competizione per aggregare Facebook al proprio listino.

Tra le web company del momento Facebook non si candida però ad essere la first mover nella scelta di sbarcare a Wall Street. Lo scorso anno, infatti, altre società che operano nel web sono approdate nel tempio della finanza mondiale per oliare la propria attività attraverso capitali di investitori istituzionali e risparmiatori.

Tra queste: Groupon (società specializzata nelle offerte commerciali a sconto), Linkedin (social network focalizzato sul mercato del lavoro), Zynga (società specializzata nello sviluppo di videogiochi per il web che genera oltre il 90% proprio come applicazione di Facebook), Pandora Media (popolare radio online), Tripadvisor (sito web di informazioni turistiche basato sulle opinioni degli utenti). E poi è sbarcata a Wall Street, attraverso le adr (american depositary receipts, certificati attraverso i quali si acquistano titoli azionari di società straniere) anche Renren, la versione cinese di Facebook.
Il bilancio delle web ipo
Ovviamente, trattandosi di investimenti azionari – e come tali teoricamente ponderati sul medio-lungo periodo – è forse ancora troppo presto per raccogliere un giudizio netto dalle oscillazioni che nel frattempo questi titoli hanno avutosul mercato. Ma si può provare a trarre qualche indicazione.

Delle sei Ipo citate, quattro sono in rialzo rispetto al prezzo di quotazione, mentre due aziende sono sotto il prezzo stabilito all’Ipo. Groupon – quotata a novembre a 20 dollari – ad oggi vale il 2% in più rispetto al prezzo di quotazione; le azioni Zynga – sbarcate a Wall Street a metà dicembre a 10 dollari – sono in rialzo del 5%. Bene anche Tripadivor che, nonostante il -7,5% registrato nel giorno del debutto, ha riguadagnato terreno e vale oggi circa il 10% in più del prezzo del prospetto. La performance più spumeggiante è messa a segno ad Linkedin (+60%) mentre Pandora (-17%) e il Facebook cinese Renren (-60%) sono decisamente in rosso.

La classifica per chi è escluso dall’Ipo
Il quadro peggiora decisamente però se ci si mette nei panni di un piccolo risparmiatore, anche europeo, che non è riuscito ad aggiudicarsi le azioni al prezzo dell’Ipo (se la domanda supera il numero di azioni offerte si ricorre a un sorteggio e a ciò va aggiunto che nella maggior parte dei casi le azioni offerte in Ipo finiscono nelle mani degli investitori istituzionali). In questo caso l’unica strada per acquistare il prima possibile le azioni delle web company della nuova era è aspettare che inizino le contrattazioni sul mercato. A quel punto, però, lo scenario cambia decisamente se le azioni (come è accaduto per le web ipo citate) segnano un forte scostamento di prezzo in apertura. Ad esempio, se un titolo apre con un +90% (come è accaduto per l’avvio in Borsa di Linkedin, al risparmiatore retail non restava che provare ad acquistare quelle azioni al prezzo dell’Ipo maggiorato del 90%.

Per questo motivo, nel bilancio sull’andamento in Borsa delle nuove web Ipo abbiamo inserito anche la classifica che mette in confronto il prezzo di mercato attuale con quello registrato nel primo giorno di mercato, quando difatti le azioni sono diventate accessibili a tutti i potenziali acquirenti (e non solo a quelli che hanno partecipato/vinto il sorteggio all’Ipo). In questo caso, le uniche in attivo sono Zynga (+10%) e Tripadvisor (+19%), non a caso quelle che al giorno del debutto hanno chiuso in ribasso. Mentre gli investimenti nelle altre web company avrebbero generato una perdita per il piccolo risparmiatore. Groupon (rispetto al prezzo della chiusura sprint del primo giorno) cede il 22%, Linkedin (passa dal +60% al -23%), Pandora vale il 25% in meno e la cinese Renren ha bruciato il 69%.

Facebook Ipo (Video analisi)

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    Incredibile fiasco dei coupon insomma, non credo che molte aziende stile groupon possano arrivare al 2013.

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