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Mutui, ecco il tasso misto 2.0

Con i tassi variabili ai minimi storici e con la
prospettiva di futuri rialzi dal terzo trimestre dell’anno – come lasciato
intendere dalla Banca centrale europea – le banche stanno riesumando dal
bouquet i mutui a tasso misto, che danno la possibilità al debitore di cambiare
tasso nel corso del piano di ammortamento. La novità sta nel fatto che,
rispetto ai prodotti a tasso misto lanciati tra il 2000 e il 2004 – che
consentivano un solo switch – i nuovi prestiti ipotecari consentono, nella
maggior parte dei casi, più occasioni di rinegoziabilità del tasso. Tra le
ultime novità in questa direzione si segnalano il “Mutuo One Opzione Sicura” di
UniCredit e il “Variabile con Opzione” di Barclays (che si aggiunge al “Fisso 5
rinegoziabile”). Mentre a breve anche Cariparma si prepara a lanciare un nuovo
mutuo che
permetterà di
passare da tasso variabile a fisso e viceversa più volte nel corso della vita
del mutuo, come segnala il responsabile della direzione retail
Roberto
Ghisellini.

Questa maggiore
flessibilità ha un costo: in media 40-50 punti base in più rispetto a un mutuo
senza opzione, ovvero circa 25 euro di rincaro sulla rata mensile nell’ipotesi
di un mutuo di 150mila euro. Ma offre un’opportunità in più:

oltre alla flessibilità
del tasso, la nuova frontiera dei mutui a tasso misto consente di beneficiare,
per gli amanti del tasso fisso, di Eurirs
(il parametro interbancario utilizzato normalmente per i
mutui a tasso fisso a cui va aggiunto lo spread) di brevi durate e quindi,
tendenzialmente, più “a buon mercato”. Un esempio? Un mutuo a tasso fisso
stipulato oggi con durata a 20 anni senza opzioni (quindi ancorato all’Eurirs a
20 anni che oggi viaggia al 3,92%) costa 100 punti base in più rispetto allo
stesso mutuo, sempre a tasso fisso, ma agganciato all’Eurirs a 5 anni (che oggi
viaggia al 2,92% e che storicamente è sempre inferiore all’indice ventennale) .
Secondo una simulazione di MutuiFrimm, nell’ipotesi di un finanziamento di
150mila euro, chi opta per un mutuo a 20 anni senza opzione – mantenendo quindi
per tutta la durata un Eurirs del 3,92% – il totale da rimborsare sarà pari a
235mila euro. Chi invece, ogni 5 anni, decide di rinegoziare il mutuo con il
rispettivo Eurirs di durata quinquennale andrà incontro a un esborso di 223mila
euro (ipotizzando una volatilità dell’Eurirs intorno ai 120 punti base, quanto
statisticamente verificatosi dal 2001 ad oggi) ottenendo un risparmio
complessivo di circa 12mila euro.

  • Gianni |

    L’importante è capire se le banche che offrono queste soluzioni non nascondono ulteriori costi che non compaiono nel Taeg!

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